mercoledì 30 gennaio 2013

Il senso della ricerca

La rivista scientifica Journal of physiology pubblica articoli che sono il frutto di ricerche scientifiche nel campo delle scienze fisiologiche, ricerca di base principalmente. Argomenti importanti quanto spesso lontani dal quotidiano della maggior parte delle persone e da quel immaginario che vede il biologo coinvolto solo nei trials clinici o in test farmacologici. Spinti dall'urgenza delle nostre ansie e dei nostri bisogni siamo concentrati sull'attesa di un risultato, di una cura, del pensiero tranquillizzante di una medicina sicura, e non pensiamo a quanto tempo ed energie ci vogliano per ottenere questi risultati. Non è putroppo chiaro a molti che i tempi della ricerca sono lunghi, certo molto più di quanto la nostra emotività ci consenta spesso di sopportare, ma così è. Imparare a conoscere come funziona la scienza, entrare pian pian un po' più nella "mentalità scientifica" può forse aiutare, se non ad alleviare le sofferenze acute almeno a dare un senso alle cose che osserviamo e accettare il fatto che per certe cose c'è bisogno di tempo e che il risultato non è una certezza. Sicuramente si affrontano meglio le cose che si conoscono. Dovremmo ricordarcelo.
Per comprendere cosa c'è di rotto in un corpo malato è necessario avere una profonda conoscenza della sua fisiologia, sapere nel modo più dettagliato possibile come funziona in primo luogo quando è sano, altrimenti come distinguere un'alterazione patologica o una sindrome maligna? A questo in primo luogo serve la ricerca di base, lo studio integrato dei meccanismi fisiopatologici che regolano il funzionamento dell'organismo umano e animale. 
Per facilitare questo incontro tra scienziati e società la rivista Journal of Physiology pubblica una serie di brevi interviste a importanti scienziati sul loro lavoro in laboratorio, sugli scopi e il significato delle loro ricerche. I video sono snelli, sintetici e puntuali, non si perdono in quisquilie arrivano subito al punto in modo chiaro e sono perciò molto fruibili.
Vi lascio qui sotto il video di Bert Sakmann, che parla dei suoi studi sui circuiti neuronali, e quello di Frances Ashcroft che ci dà un'ispirata visione del mondo della ricerca.





lunedì 28 gennaio 2013

Scienza e ricerca: le domande ai candidati premier



31 gennaio. Questo è il termine ultimo che i candidati premier hanno per rispondere alle domande che i cittadini, attraverso Dibattito Scienza, hanno posto loro su temi quali ricerca scientifica, etica, politiche energetiche e a favore dell'ambiente: Come si pongono nei confronti di questi argomenti? Rientrano nel loro programma elettorale e in che modo? Quali azioni concrete propongono a riguardo? 
Dopo l'esperienza positiva delle primarie il gruppo di semplici cittadini, scienziati e giornalisti che hanno dato luogo a Dibattito Scienza inizialmente creando una pagina  facebook e poi un sito dedicato, ha deciso di riproporre la formula in occasione delle prossime elezioni politiche. Un modo semplice e diretto per partecipare alla vita politica e sollevare un dibattito costruttivo sui rapporti tra scienza e società. Un campo minato, delicato quanto attuale che sicuramente merita la massima attenzione di tutti.


lunedì 21 gennaio 2013

Sfizi olfattivi


Gli odori li ho sempre amati, fin da bambina. Saranno state le estati nella campagna salentina, la terra rossa, gli ulivi e poi il mare e le rose di mia madre a segnare inesorabilmente le mie narici. Sono cresciuta annusando il mondo, le cose, le persone, cogliendo in questo modo la loro natura, e lo faccio ancora oggi. Quindi forse non è un caso se sono finita a occuparmi di neuroscienze e a studiare l'olfatto, chissà. I profumi poi mi hanno sedotta prima ancora che potessi capire consapevolmente tutto il loro potere...
Ho iniziato da bambina collezionando mignon e fialette e mi ricordo che facevo il giro delle profumerie "a caccia di campioncini", una questua odorosa che mi faceva sentire un po' una pirata delle fragranze. Poi sono cresciuta, più o meno, ma l'esplorazione del mondo degli odori non l'ho certo abbandonata, anzi la mia educazione olfattiva prosegue a pieno ritmo. Prosegue in modo tanto appassionato che ora mi sono data perfino agli incontri al buio. Con i profumi naturalmente. 
Il blind sniff proposto da la gardenia nell'occhiello lo scorso mese per esempio è stato un'esperienza che mi ha ispirata molto facendomi scoprire un modo molto efficace per imparare a conoscere le fragranze, ma anche per allenarsi a decifrare il mondo attraverso gli odori: come con una roulette russa ti viene assegnato un profumo misterioso, tu lo annusi e cerchi di conoscerlo, capirne il carattere, ascoltare quali emozioni, immagini e sensazioni ti evoca per poi condividerle con gli altri partecipanti e tutti i lettori. Intanto sul blog sono stati appena pubblicati il blind sniff#1 e #2. Bello.

venerdì 18 gennaio 2013

Di fiabe e leggende



Da qualche tempo ho riscoperto la magia delle fiabe e il loro potere calmante e evocativo. Certo ci ha messo lo zampino anche il Goethe Institut con le bellissime iniziative organizzate lo scorso anno per festeggiare i 200 anni della mitica raccolta dei Grimm e che io continuo a esplorare. Tra l'altro le iniziative proseguono e sul sito italiano se volete sorridere un po' trovate una raccolta di leggende metropolitane-moderne fiabe- che ci dicono quanto il mito e l'irrazionale faccia ancora parte del nostro mondo.
Proprio quello che ci vuole per questo pigro fine settimana: il mio suggerimento è di aprire lo scrigno della fantasia e deliziarsi.




Classic children's story posters by Christian Jackson


mercoledì 16 gennaio 2013

Mani... per scrivere!



Devo dire che il workshop di scrittura a mano dello scorso autunno mi ha aperto un mondo. E mentre pian piano riscopro un'andatura meno frenetica e più consapevole, un ritmo meno concitato e più lucido, ridò ossigeno a pensieri e gesti continuando la mia esplorazione delle connessioni tra corpo e scrittura. Avevo già parlato di come ad esempio ritmo e respiro costituiscano una rete di sostegno e irrorazione per la scrittura come per la danza e il fatto che questa analogia non sia affatto casuale. Oggi ho trovato nuove ispirazioni nel lavoro estremamente elegante di Tien Min-Liao. Questa artista ha fatto un esperimento tipografico in cui crea con le proprie mani i caratteri tipografici e li trasforma semplicemente muovendole (o danzando?). L'idea è semplice e affascinante, lascia di stucco: con leggeri cambi di prospettiva o piccoli movimenti delle mani le lettere maiuscole diventano minuscole o si trasformano in italic.
Intanto io preparo matite e colori per febbraio ;)



Handmade Type from Tien-Min Liao on Vimeo.

venerdì 11 gennaio 2013

We were all female

Ecco un video che fino a mezzo secolo fa (ma forse anche oggi) avrebbe fatto inorridire molti uomini o semplicemente destato un ironico sorriso di superiorità e non curanza -facezie- le solite ilarità, chiacchiericcio con il quale le donne amano dilettarsi, ma d'altra parte dovranno pur impegnare il tempo in qualche modo...



Il video fa parte della serie AsapSCIENCE, ideata da Mitchell Moffit e Gregory Brown, fantastica.

via Brain Picking