martedì 18 dicembre 2012

Arte animale



L'autore di questo dipinto si chiama Kanzi, che in Swahili significa "tesoro", è nato nel 1980 e ha abilità linguistiche e proprietà di linguaggio pari a quelle di un bambino di circa due anni e mezzo. Strabiliante per essere un bonobo. Kanzi, e sua sorella Panbanisha, sono infatti dotati di notevoli competenze linguistiche acquisite senza un training specifico e partecipano da diverso tempo a un progetto di ricerca sul linguaggio di Great Ape Trust. Si tratta di una facility scientifica che ha come obiettivi lo studio del linguaggio e delle capacità cognitive delle grandi scimmie e la preservazione del loro habitat naturale.
Usando lexigram, un sistema linguistico in cui ogni parola è associata a un simbolo, i bonobo imparano a formulare circa 400 parole dimostrando una notevole abilità nella comprensione e creazione linguistiche. Il fatto è notevole anche perché queste stesse abilità, assolutamente non scontate e semplici da acquisire nemmeno per l'uomo, sono maggiori di quanto ci si aspettasse e continuano ad aprire nuove piste per lo studio e la comprensione di come funziona il loro cervello, ma alla fine anche quello di noi sapiens.
Come facevo notare Kanzi, Panbanisha e altri primati non disdegnano nemmeno la pittura che sembra anzi essere un significativo mezzo espressivo.


Un quadro di Panbanisha venduto alla Avenue Gallery di West des Moines

Un altro dipinto di Kanzi
Kanzi e Panbanisha hanno partecipato alla mostra Apes Helping Apes insieme all'artista Sue Buck, e il ricavato della vendita delle loro opere è andato a favore di progetti per la difesa dei Bonobo (specie a rischio) e di altre grandi scimmie.
Che quella che chiamiamo comunemente creatività sia prerogativa non solo umana è un concetto che è stato in gran parte sdoganato, anche se è importante non correre subito alle conclusioni e fare certi distinguo. Le capacità di trovare soluzioni nuove e efficaci a problemi pratici sono state osservate e descritte in diverse specie animali, e in diversi animali è stata registrata anche una certa capacità di astrazione e ragionamento simbolico. Abilità che vanno a supportare il fatto che la selezione naturale abbia agito in qualche modo "in parallelo" favorendo di volta in volta le abilità che meglio consentivano a ciascuna specie di sopravvivere a adattarsi al proprio ambiente. A molti sembrerà un concetto scontato ma l'idea desueta e sbagliata di una scala naturae con in cima l'uomo come espressione-punto di arrivo dell'evoluzione è ancora molto radicata nel background e immaginario culturale di molti. D'altra parte c'è da dire che anche la tendenza opposta a antropomorfizzare e decodificare con schemi interpretativi umani il linguaggio animale penso sia pericoloso, soprattutto quando gli animali in questione ci assomigliano così tanto. E dico pericoloso perché secondo me rischia di trasformare un genuino interesse o amore per gli animali in proiezione di se stessi e quindi in qualche modo porta a una percezione alterata della realtà. La questione ha destato in me diversi interrogativi tra i quali uno in particolare che vi giro in modo un po' provocatorio: trovo straordinario, importante e interessante che altri animali dimostrino abilità come quella di dipingere, ma è giusto che lo facciano?

 

PS. Quello qui sotto invece lo ha fatto un elefante :)

1 commento:

Magnifiscent ha detto...

Ciao Ninu',
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Mags

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