mercoledì 14 novembre 2012

Il respiro tra le righe


Dopo l'esperienza dello scorso fine settimana ho avuto bisogno di un paio di giorni per far decantare il tutto: sensazioni, idee, entusiasmo. Il workshop scriviamo a mano di Monica Dengo ospitato da Roberta Buzzacchino è stato una fonte di ispirazione e l'occasione di lavorare in un gruppo pieno di persone interessanti, con background e motivazioni molto diversi tra loro, una risorsa eccezionale. 
Imparare a scrivere non è uno scherzo, i bambini ne sanno qualcosa, perché mette in gioco tutta una serie di abilità non scontate, comprese la capacità di concentrarsi, coordinare la mano e...respirare. Siamo abituati a pensare a quello della scrittura a mano come a un gesto meccanico e di solito ci riporta alla mente l'immagine di uno scribacchino dalla vista corta tutto curvo su se stesso. Effettivamente  ancora oggi se proviamo a prendere in mano una penna e ci mettiamo a scrivere almeno una decina di righe il nostro corpo molto probabilmente avrà una reazione di questo tipo: le spalle pian piano si abbassano e si portano in avanti sotto il peso immaginario delle parole, il corpo si chiude, e le mani semprano ceppi nodosi e rigidi. E mentre ci abbassiamo e ci avviciniamo sempre di più al foglio cercando di controllare il segno, perdiamo la prospettiva e, soprattutto, smettiamo di respirare! Ancora una volta il corpo passa in secondo piano, ce ne scordiamo e il risultato è che scrivere a mano diventa faticoso. 


Certo direte voi che se ne fa uno oggi giorno della scrittura a mano quando è tutto digitalizzato e anzi tra un po' non avremo bisogno neanche della tastiera per scrivere?  A me come risposta verrebbe prima da domandare a cosa servono allora le poesie e le opere teatrali e perché si va vedere una mostra d'arte? Come la nostra maestra Monica ci ha fatto notare è ora più che mai che possiamo valorizzare e apprezzare l'arte calligrafica in quanto tale e non solo come una necessità. Ora che l'esigenza pratica dello scrivere viene soddisfatta con altri strumenti resta più spazio per l'estetica e la possibilità di vivere l'arte della calligrafia con un altro spirito, lasciandosi trasportare per una volta, perché no, dalla forma più che dal contenuto. Parole che diventano immagini. Una concezione se vogliamo più vicina a quella orientale, che concepisce la scrittura anche come meditazione e atto di alta espressione artistica. Inoltre riscoprire la scrittura significa anche fare viaggio nel tempo, nella storia dell'umanità. Mentre Monica ci raccontava di come la nascita di alcuni caratteri abbiano segnato il passo di particolari momenti storici, nella mia testa si è chiarita ancora di più l'idea di quanti spunti e possibilità ci siano per rendere lo studio della storia e di molte altre materie più interessanti. Peccato che nessuno queste cose ce le insegni. 



Ma torniamo un attimo al corpo, guardare Monica scrivere è un'esperienza: tratti perfettamente scanditi da un ritmo calmo e costante, quello del respiro. Standole accanto si ha davvero l'impressione che la penna e la mano ad ogni lettera prendano fiato. Ed è stato altrettanto istruttivo scoprire come invece nel mio caso la scrittura fosse faticosa e di quanto mi fosse difficile trovare il giusto ritmo ricordandomi, appunto, di respirare. La cosa è stata rivelatrice perché ho trovato molte analogie con la danza: ciò che accade quando siamo concentrati a imparare un passo nuovo o a fare un esercizio che richiede concentrazione è che andiamo in apnea, ci dimentichiamo di respirare e questo è l'errore peggiore. Quelle di ascoltare il proprio corpo, sciogliere le rigidità e seguire il ritmo del proprio respiro sono istruzioni tanto semplici quanto difficili da applicare perché la prima reazione è proprio quella di irrigidirsi e boccheggiare. Ecco con Monica gradualmente abbiamo capito come integrare segno e respiro, rendendo il nostro tratto più fluido e pulito. Un bell'esercizio per corpo e mente.
Il segno di questa bellissima giornata è stato tracciato anche su twitter (#scriviamoamano) dove abbiamo raccolto foto e commenti a caldo. Ancora grazie a Monica per la sua passione e a Roberta per la calda ospitalità.

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