giovedì 11 ottobre 2012

Le infinite storie tra un inizio e una fine

                                         Cortesia: Annamaria Testa


Ti fidi di più di ciò che vedi o di ciò che percepisci?
Questa domanda ha alimentato gran parte delle mie riflessioni durante lo scorso week end. E di questo devo ringraziare Annamaria Testa che con il suo workshop è riuscita a dare a me, e ai miei compagni di corso, un bello strattone. Una svegliata come si suol dire. Proprio ciò che mi serviva, d’altronde gli esercizi di stretching servono anche a questo, e io che mi ero un po’ rattrappita ho ritrovato il giusto slancio. Esercizi mirati e ben calibrati ci hanno portato gradualmente a forzare le nostre abitudini di scrittura sperimentandoci sulla rapidità. Restare focalizzati senza cincischiare, cosa per me difficilissima, aiuta a ottimizzare i tempi e a essere produttivi quando è necessario scrivere un testo efficace in poco tempo. Ma soprattutto, come per magia, dopo ne giova anche la scrittura lenta, che risulta più agile e scattante, proprio come quando si fa una corsa ben allenati.
Fissare dei confini per forzarli e andare oltre è un utile esercizio di disciplina ma anche di creatività. Per me forzare i confini è stato anche decidere di affidarmi alla mia percezione soggettiva della realtà e non a ciò che semplicemente mi stava davanti, anche se significava creare un testo descrittivo che di oggettivo aveva ben poco e che anzi era un concentrato di sensazioni, emozioni e proiezioni di un mio sentire. Prospettiva ben lontana dall’oggettività scientifica alla quale sono abituata. Ti fidi di più di ciò che vedi o di ciò che percepisci? Dipende. Dipende dal mondo in cui decido di muovermi, dipende dall’obiettivo che mi prefiggo e dal senso che gli attribuisco. Se voglio analizzare o descrivere un fenomeno in modo oggettivo mi affiderò al metodo scientifico, se invece voglio esplorare gli effetti che un’immagine, una situazione suscitano in me avrò bisogno di un altro sistema rappresentazionale, di altri codici, di un linguaggio per così dire analogico. Nella scrittura decidere quale punto di vista assumere, che tipo di mondo si vuole creare e a chi si vuole trasmetterlo è fondamentale. Così come è importante scegliere una delle molteplici possibilità che ci vengono offerte e entrarci completamente restandovi coerenti fino in fondo. Tra un incipit e una fine le possibilità sono infinite, e se alla fine la storia non funziona basta avere coraggio, buttare tutto e ricominciare.

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