domenica 10 giugno 2012

Stratagemmi mnemonici

L’anatomia, per quanto io la trovi affascinante, è difficile inutile girarci intorno. O meglio è difficile e faticoso il suo apprendimento perché non serve solo ricordare una serie interminabile di nomi ma bisogna anche, possibilmente, saperli mettere al posto giusto per evitare di ritrovarsi alla fine con la descrizione anatomica di esseri che sembrano usciti più da un libro di fantascienza che da uno di anatomia…Quindi che fare? Molti sono rassegnati per cui nella maggior parte dei casi lo studente di buona volontà si ritrova a fare una memorabile esperienza mistica fatta di ripetizioni e ripetizioni per cercare di ricordare quanti più termini possibile, mentre il docente di turno si ritroverà poi a fare l’altrettanto mistica esperienza di correggere esami che assomigliano al sequel di Man in Black. Eppure dei metodi di insegnamento e apprendimento efficaci e meno alienanti ci sono. Mettersi una cuffia per esempio.
Un gruppo di ricercatori del Centre for Applied Psychology, presso l’University of Canberra, in Australia, ha appena pubblicato uno studio in cui mostra come metodi di insegnamento interattivo e che coinvolgono non solo la memoria visiva e auditiva ma anche quella cinestesica e spaziale aumentano in modo significativo le performance degli studenti. Questo non significa sottoporre i propri alunni a prove fisiche, come forse qualcuno sarebbe pure tentato di fare, ma usare strategie che implichino un’azione concreta. Certo non è una novità il fatto che l’azione favorisca l’apprendimento e che per esempio fare una cosa non è come osservarla e basta. L’idea originale è applicare questi concetti allo studio di materie come la neuroanatomia: come fare a memorizzare in modo efficace i nomi e la localizzazione delle aree corticali del cervello?


- Studenti
- Mappa del cervello




-Cuffia per la doccia

Gli scienziati australiani hanno condotto questo esperimento su un gruppo di studenti volontari al primo anno di psicologia e alle prese con lo studio appunto della neuroanatomia. Usando un gruppo di controllo e uno sperimentale hanno sottoposto i ragazzi a un training di apprendimento basato su due diverse strategie. Nella prima veniva proposto loro un gioco, tipo Bingo, in cui dovevano riconoscere i nomi delle aree corticali del cervello in breve tempo. In questo esercizio veniva stimolata soprattutto la memoria di tipo verbale. In una seconda sessione invece i ragazzi dovevano attaccare etichette colorate con i nomi delle diverse aree direttamente sulla testa di un loro compagno che per l’occasione indossava una cuffia per la doccia. Sulla cuffia gli studenti potevano disegnare con un pennarello i lobi del cervello e poi incollare le etichette con i nomi.
Il lavoro, pubblicato su  Advances in physiology education, mostra che nel caso del training con la cuffia per la doccia gli studenti miglioravano significativamente le proprie capacità mnemoniche visuo-spaziali, ossia quelle che consentono in questo caso  non solo di ricordare un termine ma anche, data una mappa tridimensionale, di collocarlo nel posto giusto.


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