venerdì 22 giugno 2012

Il poster finalmente è stampato, ora non mi resta che partire. E intanto l'altro lavoro è stato accettato per la pubblicazione, quindi a Stoccolma si festeggia!


venerdì 15 giugno 2012

Underwater colors!

Sembrano stoffe svolazzanti e invece sono colori, l'ultimo progetto artistico di Alberto Seveso a cui piace giocare con l'acqua... ;)







 via Bored Panda

domenica 10 giugno 2012

Stratagemmi mnemonici

L’anatomia, per quanto io la trovi affascinante, è difficile inutile girarci intorno. O meglio è difficile e faticoso il suo apprendimento perché non serve solo ricordare una serie interminabile di nomi ma bisogna anche, possibilmente, saperli mettere al posto giusto per evitare di ritrovarsi alla fine con la descrizione anatomica di esseri che sembrano usciti più da un libro di fantascienza che da uno di anatomia…Quindi che fare? Molti sono rassegnati per cui nella maggior parte dei casi lo studente di buona volontà si ritrova a fare una memorabile esperienza mistica fatta di ripetizioni e ripetizioni per cercare di ricordare quanti più termini possibile, mentre il docente di turno si ritroverà poi a fare l’altrettanto mistica esperienza di correggere esami che assomigliano al sequel di Man in Black. Eppure dei metodi di insegnamento e apprendimento efficaci e meno alienanti ci sono. Mettersi una cuffia per esempio.
Un gruppo di ricercatori del Centre for Applied Psychology, presso l’University of Canberra, in Australia, ha appena pubblicato uno studio in cui mostra come metodi di insegnamento interattivo e che coinvolgono non solo la memoria visiva e auditiva ma anche quella cinestesica e spaziale aumentano in modo significativo le performance degli studenti. Questo non significa sottoporre i propri alunni a prove fisiche, come forse qualcuno sarebbe pure tentato di fare, ma usare strategie che implichino un’azione concreta. Certo non è una novità il fatto che l’azione favorisca l’apprendimento e che per esempio fare una cosa non è come osservarla e basta. L’idea originale è applicare questi concetti allo studio di materie come la neuroanatomia: come fare a memorizzare in modo efficace i nomi e la localizzazione delle aree corticali del cervello?


- Studenti
- Mappa del cervello




-Cuffia per la doccia

Gli scienziati australiani hanno condotto questo esperimento su un gruppo di studenti volontari al primo anno di psicologia e alle prese con lo studio appunto della neuroanatomia. Usando un gruppo di controllo e uno sperimentale hanno sottoposto i ragazzi a un training di apprendimento basato su due diverse strategie. Nella prima veniva proposto loro un gioco, tipo Bingo, in cui dovevano riconoscere i nomi delle aree corticali del cervello in breve tempo. In questo esercizio veniva stimolata soprattutto la memoria di tipo verbale. In una seconda sessione invece i ragazzi dovevano attaccare etichette colorate con i nomi delle diverse aree direttamente sulla testa di un loro compagno che per l’occasione indossava una cuffia per la doccia. Sulla cuffia gli studenti potevano disegnare con un pennarello i lobi del cervello e poi incollare le etichette con i nomi.
Il lavoro, pubblicato su  Advances in physiology education, mostra che nel caso del training con la cuffia per la doccia gli studenti miglioravano significativamente le proprie capacità mnemoniche visuo-spaziali, ossia quelle che consentono in questo caso  non solo di ricordare un termine ma anche, data una mappa tridimensionale, di collocarlo nel posto giusto.


mercoledì 6 giugno 2012

Presi dal passato

Per i nostalgici feticisti come me appassionati di storia della scienza ci sono un paio di cosette carine.
La prima, più abbordabile, è l'iniziativa del sito Le Scienze di rendere disponibile on line ogni mese il pdf di un articolo preso dal loro archivio storico. Si tratta di pubblicazioni legate a scoperte o teorie scientifiche particolarmente rilevanti. Questo mese il viaggio indietro nel tempo ci riporta al 1971  con l'articolo: Simbiosi ed evoluzione di Lynn Margulis. Chi è costei? 
Una scienziata di quelle toste, madre della teoria endosimbiontica. Secondo questa teoria, oggi comunemente accettata, i mitocondri e i cloroplasti, organelli specializzati presenti nelle cellule animali e vegetali superiori, un tempo sarebbero stati organismi indipendenti. Il suo lavoro, dopo un lungo confronto con la comunità scientifica che giustamente esigeva prove credibili per una teoria al momento piuttosto originale, venne pubblicato nel 1967 sulla rivista scientifica Journal of Theoretical Biology (The origin of mytosing cells, Sagan L., J Theor Biol. 1967 Mar;14(3):255-74).



La seconda cosa che volevo segnalare invece è per i temerari che vogliano avventurarsi nel campo della biofisica e della fisiologia. Quest'anno si festeggia il sessantesimo anniversario di Hodgkin e Huxley (1952), o meglio si festeggiano i sessantanni del modello matematico che spiega come i segnali elettrici si propagano nelle cellule animali. Fondamentale. Il modello inizialmente spiegava il modo in cui il segnale elettrico si propaga lungo l'assone del calamaro gigante, ma i cinque articoli in cui confluirono questi primi studi gettarono le basi per estendere il modello.

 Registrazione di un potenziale d'azione, A.L.Hodgkin and A.F. Huxley, Action potential recorded from inside a nerve fibre, Nature, 1939.

 Su Journal of Physiology trovate un numero speciale dedicato ai due scienziati che vinsero insieme a John Eccles il Nobel per la medicina nel 1963. Se vi lanciate nell'esplorazione dei link trovate un sacco di materiali interessanti oltre alla possibilità di scaricare gratuitamente gli articoli originali.


Il mitico Sir A.F. Huxley è qui ritratto accanto alla sua Brunsviga, utilizzata per i calcoli del modello matematico del potenziale d'azione, e alla medaglia del Nobel.
I prossimi 12-13 luglio presso il Trinity College di Cambridge si svolgerà un congresso organizzato dalla Organization for Computational Neuroscience in onore dei due scienziati e del loro modello.

venerdì 1 giugno 2012

Una bufala al giorno...

Continuo a sentirmi dire da molti "fatti una risata" o cose tipo ma sì take it easy, ma sapete che c'è? che non c'è proprio nulla da ridere, perché si continua a fare e a supportare cattiva informazione. C'è che le persone, giustamente stanche dei continui magheggi a ogni livello e in ogni ambito, sono prosciugate, cercano aria pulita, sono diffidenti e esasperate da chi continua a fare i propri comodi a sbaffo. Il problema è che in questo clima diventa ancora più facile cadere vittime di risposte facili e a buon mercato, e paradossalmente per disillusione e troppa diffidenza si finisce per dare credito proprio ai peggio cialtroni che calvalcando il momento propizio ci vendono spiegazioni verosimili che sembrano rispondere esattamente al nostro bisogno di sicurezza e di risposte comprensibili, ma che ahime' sono completamente infondate. Siamo fatti di carne e ossa, atomi, molecole, e la nostra fisicità, quella del mondo che ci circonda sono cose dalle quali non possiamo prescindere. E siamo complessi, e complicati. Ecco perché molte cose ancora ci sfuggono, ed ecco perché serve un metodo rigoroso e preciso per cercare di venirne a capo, il metodo scientifico serve proprio a questo. E ora vi dirò un'altra banalità, la scienza non ha tutte le risposte e non può prevedere tutto, ma questo non significa che dove non arriva la scienza possono gli oracoli. Siete diffidenti e sospettosi? Bravi, fate benissimo, continuate ma siate così sempre e con chiunque: fatevi domande, informatevi e non credete subito a quello che vi dicono, basatevi sui fatti, ma quelli veri però. Cercate le prove, non accontentavi del passaparola, che è una cosa virale, potente ma anche un'arma a doppiotaglio, verificate direttamente con i vostri occhi se le informazioni e i dati che vi hanno fornito sono reali e attendibili oppure no. Richiederà forse un po' di tempo ma non sarà difficile: se le informazioni e i dati sono veri, riuscirete a seguirne la traccia fino a stanarne l'origine e verificare direttamente che non sono inventati, anzi ne troverete molti simili perché saranno riproducibili e sarà la conferma che il modo in cui sono stati ottenuti è affidabile almeno quanto la moka con cui vi fate il caffè ogni mattina. Viceversa per altre notizie non riuscirete mai a risalire al dato originale, procedendo nella ricerca rimbalzerete da tizio ha detto che caio ha detto ad altre fonti che ingigantiranno la cosa senza però ricondurvi al dato originale, senza farvelo toccare davvero. Vi faranno venire altri sospetti, ma quelli li avevate già ed è il motivo per il quel state facendo quella ricerca... A quel punto potrete trarre da soli le dovute conclusioni e decidere se credere ai fatti o alle congetture.
E poi, abbiate pazienza ma, davvero, la ricerca scientifica è affascinante ma anche difficile, faticosa, richiede tanto tempo proprio perché prima di dire di aver fatto "una scoperta" bisogna esserene sicuri, e accertarsi che non ci siano stati errori e che il fenomeno descritto sia riproducibile, per cui a un certo punto o chi pretende di avere in mano "la scoperta del secolo" senza uno straccio di prova attendibile e verificabile è un gran ciarlatano o noialtri scienziati che ci sbattiamo a cercare di fare esperimenti rigorosi siam proprio degli stronzi.

Questo per dirvi che, direttamente dal parco più divertente della rete, ho firmato l'appello al Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, legato alla fantomatica scoperta dell’energia piezonucleare.