venerdì 2 dicembre 2011

Non si dice




Profilattico, preservativo, condom, goldone e potrei andare ancora avanti con i sinonimi o avvalermi di altre lingue, dialetti e idiomi ma poi sembra che mi accanisco. E in realtà il punto non è tanto una faccenda linguistica quanto concettuale. O invece il punto è anche linguistico se si considera che ogni parola ha un suo significato ben preciso e che, come diceva Heinrich Boll, “non appena pronunciate o scritte le parole si trasformano e caricano chi le ha dette o scritte di una responsabilità grande, il cui peso spesso gli sfugge”. E ci sono casi in cui invece proprio perché questo peso viene percepito alcuni preferiscono evitarle certe parole, illudersi che in questo modo, non pronunciando quella parola, le proprie responsabilità riguardo alle conseguenze di ciò che vien detto si neutralizzino. Ma anche stare in una zona neutra è una scelta e comporta delle responsabilità. Ora facciamo qualche esempio pratico: tipo che ieri era la giornata mondiale contro l’AIDS ed è importante parlarne e chiarire che la prevenzione è fondamentale. È dunque assolutamene lodevole che anche il Ministero della Salute abbia sostenuto la campagna (la locandina non la commento perché sono una signora) e una fantastica maratona radiofonica su Radio Rai. Perché però, a quanto pare, la parola profilattico o qualche suo, abbiamo visto che esistono, efficace sinonimo non sono mai stati pronunciati? Faceva così brutto? Suonava forse come turpiloquio ai benpensanti utenti del servizio RAI? A quanto risulta, ma chi ha altre fonti e notizie a riguardo per favore me lo faccia sapere, dal Ministero sono arrivate indicazioni precise circa la scelta delle parole da usare (chè si sa i nostri ministri quanto a lessico e uso appropriato della lingua la sanno lunga, ma questo sarebbe davvero banale rimarcarlo). Va bene a volte il potere evocativo di immagini e lunghe circolocuzioni rende più di una parola sputata così in faccia. Ma è anche vero che in certi casi, proprio per il bagaglio che ogni parola si porta dietro, usare un termine piuttosto che un altro è importante. Questione di chiarezza. Secondo il mio punto di vista sarebbe stato molto più limpido dire qualcosa del tipo mettetevelo in testa (il concetto) che o usate il preservativo o, soprattutto se avete un’intensa attività sessuale con persone diverse, il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili è alto. Santo cielo è da quando siamo piccoli che ci sentiamo dire: se vai a letto con gli sconosciuti (anche senza aver accettato le caramelle) rischi di prenderti qualche brutta cosa che, aggiungo io, nel migliore dei casi è candida in uno dei peggiori HIV. Poi quando si tratta di entrare nel dettaglio di come fare a evitarsi le malattie veneree si diventa subito vaghi. E poi certo ci sono la fedeltà e l’astinenza che sono due ottime opzioni, ora però siamo onesti e guardiamoci dritto negli occhi, anche lei caro Ministro della Salute mi guardi dritto negli occhi e mi dica che davvero lei crede che dirmi semplicemente di “non abbassare la guardia” perché posso prendermi delle brutte malattie possa bastarmi. Qualcuno mi dica davvero che ci crede ai poteri della fedeltà e dell’astinenza più che a quelli del preservativo e che le mette in pratica con successo (e la scienziata che è in me vorrebbe delle statistiche a riguardo). Certo io sono sempre in mala fede e quindi vado subito a pensare che dietro la scelta di non usare esplicitamente la parola profilattico ci sia la volontà di non urtare la sensibilità dei cattolici praticanti, beati loro che non ne hanno mai avute di malattie veneree, quale altra motivazione altrimenti? Certamente c’è modo e modo di dire le cose e posso capire che ci si possa sentire un po’ a disagio a dire cazzo figa culo mettetevi il goldone perdinci! Ma, dicevo, dire che durante un rapporto sessuale completo con penetrazione di vagina e/o ano usare un dispositivo di autoprotezione, più precisamente un profilattico, è buona norma e cosa opportuna per prevenire malattie sessualmente trasmissibili, questo non dovrebbe scuotere gli animi. Questo lo si deve alla popolazione per onestà e chiarezza: siamo tanti e siamo tutti diversi, la pensiamo in modi diversi e chi decide che la fedeltà o l’astinenza meglio si attagliano alle proprie convinzioni buon per lui, ma tutti gli altri? Perché dare informazioni monche? Sarebbe giusto elencare e spiegare con precisione tutte le possibilità poi starà al singolo decidere cosa fare.
Ora, per essere precisi, nella campagna non si consiglia di praticare fedeltà o astinenza a scopo preventivo che sarebbe già stato qualcosa, sono io che parlo anche di questo per completezza e perché non ci sono molti altri metodi di prevenzione, e perché so che se pubblicizzo anche questi altri due forse a Natale Gesù bambino mi porterà i regali. Ma torniamo alla campagna, qual è il suggerimento principe che arriva? Io sono una lettrice disattenta, ma il messaggio principale che mi è arrivato è: fate il prima possibile il test per verificare se si è o meno sieropositivi.
Un momento di pausa, riflettiamo, e intanto cerco di controllare l’incazzatura che mi sale. Nella pagina intitolata Campagna informativo-educativa 2011 per la giornata mondiale contro l’AIDS ciò che il Ministero della Salute mi invita a fare è “non abbassare la guardia” e fare il prima possibile il test HIV. Questo bisogna fare, dice. Probabilmente non tutti hanno dimestichezza con i principi di causa-effetto, qualcuno crede anche che non siano correlati o lo siano in modo diverso da ciò che il buon senso suggerisce. Dico io, il test HIV è molto importante perchè se hai contratto il virus prima lo sai meglio è e prima inizi le terapie, grazie al cavolo ma per evitare di prenderselo il virus che si fa? Vaghezza. Vogliamo fare i pignoli e dire che la campagna è per prevenire l'AIDS e che aver contratto il virus non implica necessariamente che la malattia si svilupperà? Ok, ma allora di cosa stiamo parlando?
Se state attenti e fissate intensamente il monitor del computer leggendo la campagna, nel momento in cui vi porrete la domanda, quella domanda: Come prevenire? Il preservativo è efficace? Vedrete una balla di fieno rotolarvi davanti, spinta dal vento ipocrita che continuano a soffiarci addosso.

PS. Intanto per fortuna esistono anche altri tipi di campagne, come la campagna Impara l'ABC per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili promossa dalla Croce Rossa Italiana. E domani pomeriggio me ne vado in Piazza Duomo a Milano per il FalshMob ;)

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