venerdì 23 dicembre 2011

Il treno in fondo al mare

Questa mattina mentre ero in metropolitana riflettevo sul Natale e sulla lista di buoni propositi che si fa sempre in questo periodo con l'arrivo dell'anno nuovo, e per quanto io ami un certo fatalismo penso che questa sia davvero un po' una cavolata. Bilanci e buoni propositi uno se li fa in qualunque momento dell'anno perché questo mese dovrebbe essere diverso? E in realtà meditavo sul fatto che è un'altra la cosa veramente importante: capita a volte, spesso per la verità, nella vita che ti trovi ad attraversare un binario, semplicemente cammini per passare dall'altro lato ma succede che proprio in quel momento passa un treno che ti travolge e ti trascina con sè. Ora il punto non è l'esser finito di colpo su una rotta inaspettata e non preventivata ma decidere: vuoi restarci oppure no? Decidere se questa cosa nuova che stai vivendo ti piace oppure no. Capire se il vagone sul quale sei finito ti sta facendo fare un viaggio che ti piace o se stai rimanendo seduto in uno scompartimento qualsiasi solo perché è capitato e ora ti fai giusto trasportare. Penso tu possa tranquillamente anche decidere di startene lì e basta però, se dopo un po' il treno si schianta da qualche parte non potrai dire che non era ciò volevi.

venerdì 16 dicembre 2011

Lo sfizio del venerdì

Ok allora ho deciso. Ho deciso che il post del venerdì sarà qualcosa che fa bene a occhi e polmoni, servirà a ridare ossigeno alla settimana diventata cianotica, a ripulire lo spirito e alleggerire gambe e pensieri. Come avevo già detto, a volte proprio non servono tante spiegazioni, alcune cose ci piacciono e basta, sono belle e basta, e ciò dovrebbe bastare.

I video che state per vedere sono del filmaker David Attenborough, un mago nella realizzazione di filmati naturalistici, e fanno parte del suo ultimo lavoro per la BBC frozen planet. Buon venerdì :)



venerdì 9 dicembre 2011

Animalia





Allora che volete farci è venerdì (sera) e c'è bisogno di leggerezza, di qualcosa che semplicemente faccia sorridere a magari gratifichi anche lo sguardo. Ho trovato le foto e questo filmato delicati e piacevoli, semplicemente (grazie Popova). E a volte proprio non servono tante spiegazioni, alcune cose ci piacciono e basta, sono belle e basta, e ciò dovrebbe bastare.



Questo video è stato girato dal regista Bob Purman con una macchina Phantom che permette di realizzare filmati in slow motion



Tim Flach photography, nel caso vi servisse un'idea per un regalo di Natale il libro è stupendo ;)


Questo invece, di Mark Laita, per gli amanti degli abissi...

martedì 6 dicembre 2011

Scienza smantellata (come se ce ne fosse già troppa)

Sono triste. Davvero, più che delusa, infastidita e arrabbiata sono triste e frustrata per la decisione di chiudere un programma radiofonico come Quarantadue. Sentimenti e sensazioni questi che derivano dalla constatazione che ancora una volta la cultura debba subire un'amputazione così grave. Parlare di scienza, fare in modo che sia accessibile e fruibile a un pubblico il più vasto possibile in tutti i modi possibili dovrebbe essere sempre e comunque, a mio avviso, prioritario rispetto a qualunque politica gestionale. Probabilmente dietro questa decisione ci saranno ottime e meditate ragioni che tuttavia mi sfuggono. Mi sfuggono perché non riesco a capire come un programma seguito e che raccoglie numerosi feedback positivi debba essere cancellato e non posso credere davvero sia una questione di spazio dal momento che, e questo è un altro dei pregi del programma, si tratta di 20 minuti, ogni sei settimane. Questi 20 minuti sono davvero così ingombranti? Una volta tanto che si riesce ad avere un format agile e piacevole che parli di scienza in modo preciso, ma non monotono che si fa? Si decide di chiudere perché uno dei conduttori collabora anche a un altro programma su un'altra rete che tuttavia non è concorrente della prima! Ora dovendo mettere sui piatti di una bilancia i pro e i contro di questa scelta io sinceramente riesco a vedere solo i contro, che sono anche la perdita da parte di Rete Tre di un'immagine più completa e attenta anche alla cultura scientifica e alla sua diffusione, che promuove format originali e di buon livello. La qualità dovrebbe essere premiata e dovrebbe essere sempre considerata l'investimento migliore, soprattutto quando parliamo di cultura, di cultura scientifica in particolare, già troppo spesso sacrificata perché considerata, forse, meno "appealing" rispetto ad altri argomenti, e questa sembra la trita frase fatta che però ancora una volta rispecchia il corso degli eventi e decisioni quantomeno discutibili. Ne siete sicuri, credete davvero sia la scelta migliore chiedo alle persone che hanno preso questa decisione. Ma soprattutto è una scelta migliore per chi? Non credo sinceramente sia la migliore per gli utenti, me compresa, che amavano e seguivano il programma.
Sarebbe bello se, almeno ogni tanto, si andasse davvero contro corrente promuovendo e facendo in modo che continuino a esserci prodotti culturali di qualità; sarebbe bello se decidessero di far proseguire il programma Quarantadue assicurando ancora agli ascoltatori un format che parla solo di scienza in modo chiaro, breve ed efficace, assicurando agli ascoltatori buona cultura e rassicurandoli del fatto che non sono finiti su Rete Tre per puro caso, non sono inciampati nuovamente in un diversivo qualunque.
Ora siccome la triestezza da sola non serve a molto ed è sempre e comunque meglio agire, sulla versione web di Quarantadue è possibile scrivere il proprio disappunto (in modo comunque educato né), le lettere saranno raccolte e mandate a chi ha deciso di chiudere il programma.

venerdì 2 dicembre 2011

Non si dice




Profilattico, preservativo, condom, goldone e potrei andare ancora avanti con i sinonimi o avvalermi di altre lingue, dialetti e idiomi ma poi sembra che mi accanisco. E in realtà il punto non è tanto una faccenda linguistica quanto concettuale. O invece il punto è anche linguistico se si considera che ogni parola ha un suo significato ben preciso e che, come diceva Heinrich Boll, “non appena pronunciate o scritte le parole si trasformano e caricano chi le ha dette o scritte di una responsabilità grande, il cui peso spesso gli sfugge”. E ci sono casi in cui invece proprio perché questo peso viene percepito alcuni preferiscono evitarle certe parole, illudersi che in questo modo, non pronunciando quella parola, le proprie responsabilità riguardo alle conseguenze di ciò che vien detto si neutralizzino. Ma anche stare in una zona neutra è una scelta e comporta delle responsabilità. Ora facciamo qualche esempio pratico: tipo che ieri era la giornata mondiale contro l’AIDS ed è importante parlarne e chiarire che la prevenzione è fondamentale. È dunque assolutamene lodevole che anche il Ministero della Salute abbia sostenuto la campagna (la locandina non la commento perché sono una signora) e una fantastica maratona radiofonica su Radio Rai. Perché però, a quanto pare, la parola profilattico o qualche suo, abbiamo visto che esistono, efficace sinonimo non sono mai stati pronunciati? Faceva così brutto? Suonava forse come turpiloquio ai benpensanti utenti del servizio RAI? A quanto risulta, ma chi ha altre fonti e notizie a riguardo per favore me lo faccia sapere, dal Ministero sono arrivate indicazioni precise circa la scelta delle parole da usare (chè si sa i nostri ministri quanto a lessico e uso appropriato della lingua la sanno lunga, ma questo sarebbe davvero banale rimarcarlo). Va bene a volte il potere evocativo di immagini e lunghe circolocuzioni rende più di una parola sputata così in faccia. Ma è anche vero che in certi casi, proprio per il bagaglio che ogni parola si porta dietro, usare un termine piuttosto che un altro è importante. Questione di chiarezza. Secondo il mio punto di vista sarebbe stato molto più limpido dire qualcosa del tipo mettetevelo in testa (il concetto) che o usate il preservativo o, soprattutto se avete un’intensa attività sessuale con persone diverse, il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili è alto. Santo cielo è da quando siamo piccoli che ci sentiamo dire: se vai a letto con gli sconosciuti (anche senza aver accettato le caramelle) rischi di prenderti qualche brutta cosa che, aggiungo io, nel migliore dei casi è candida in uno dei peggiori HIV. Poi quando si tratta di entrare nel dettaglio di come fare a evitarsi le malattie veneree si diventa subito vaghi. E poi certo ci sono la fedeltà e l’astinenza che sono due ottime opzioni, ora però siamo onesti e guardiamoci dritto negli occhi, anche lei caro Ministro della Salute mi guardi dritto negli occhi e mi dica che davvero lei crede che dirmi semplicemente di “non abbassare la guardia” perché posso prendermi delle brutte malattie possa bastarmi. Qualcuno mi dica davvero che ci crede ai poteri della fedeltà e dell’astinenza più che a quelli del preservativo e che le mette in pratica con successo (e la scienziata che è in me vorrebbe delle statistiche a riguardo). Certo io sono sempre in mala fede e quindi vado subito a pensare che dietro la scelta di non usare esplicitamente la parola profilattico ci sia la volontà di non urtare la sensibilità dei cattolici praticanti, beati loro che non ne hanno mai avute di malattie veneree, quale altra motivazione altrimenti? Certamente c’è modo e modo di dire le cose e posso capire che ci si possa sentire un po’ a disagio a dire cazzo figa culo mettetevi il goldone perdinci! Ma, dicevo, dire che durante un rapporto sessuale completo con penetrazione di vagina e/o ano usare un dispositivo di autoprotezione, più precisamente un profilattico, è buona norma e cosa opportuna per prevenire malattie sessualmente trasmissibili, questo non dovrebbe scuotere gli animi. Questo lo si deve alla popolazione per onestà e chiarezza: siamo tanti e siamo tutti diversi, la pensiamo in modi diversi e chi decide che la fedeltà o l’astinenza meglio si attagliano alle proprie convinzioni buon per lui, ma tutti gli altri? Perché dare informazioni monche? Sarebbe giusto elencare e spiegare con precisione tutte le possibilità poi starà al singolo decidere cosa fare.
Ora, per essere precisi, nella campagna non si consiglia di praticare fedeltà o astinenza a scopo preventivo che sarebbe già stato qualcosa, sono io che parlo anche di questo per completezza e perché non ci sono molti altri metodi di prevenzione, e perché so che se pubblicizzo anche questi altri due forse a Natale Gesù bambino mi porterà i regali. Ma torniamo alla campagna, qual è il suggerimento principe che arriva? Io sono una lettrice disattenta, ma il messaggio principale che mi è arrivato è: fate il prima possibile il test per verificare se si è o meno sieropositivi.
Un momento di pausa, riflettiamo, e intanto cerco di controllare l’incazzatura che mi sale. Nella pagina intitolata Campagna informativo-educativa 2011 per la giornata mondiale contro l’AIDS ciò che il Ministero della Salute mi invita a fare è “non abbassare la guardia” e fare il prima possibile il test HIV. Questo bisogna fare, dice. Probabilmente non tutti hanno dimestichezza con i principi di causa-effetto, qualcuno crede anche che non siano correlati o lo siano in modo diverso da ciò che il buon senso suggerisce. Dico io, il test HIV è molto importante perchè se hai contratto il virus prima lo sai meglio è e prima inizi le terapie, grazie al cavolo ma per evitare di prenderselo il virus che si fa? Vaghezza. Vogliamo fare i pignoli e dire che la campagna è per prevenire l'AIDS e che aver contratto il virus non implica necessariamente che la malattia si svilupperà? Ok, ma allora di cosa stiamo parlando?
Se state attenti e fissate intensamente il monitor del computer leggendo la campagna, nel momento in cui vi porrete la domanda, quella domanda: Come prevenire? Il preservativo è efficace? Vedrete una balla di fieno rotolarvi davanti, spinta dal vento ipocrita che continuano a soffiarci addosso.

PS. Intanto per fortuna esistono anche altri tipi di campagne, come la campagna Impara l'ABC per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili promossa dalla Croce Rossa Italiana. E domani pomeriggio me ne vado in Piazza Duomo a Milano per il FalshMob ;)