martedì 4 ottobre 2011

Non solo brutte notizie

Lo scorso week end ero al Festival di Internazionale, la mia prima volta, e tra le altre cose ho frequentato il workshop Non solo brutte notizie. In realtà di brutte notizie ce ne sono e come ma il punto è come comunicarle? Meglio ancora, come parlare di cambiamento climatico o sovrapopolazione in modo obiettivo e soprattutto senza cadere nell'allarmismo e nel catastrofismo? Questo era il tema principale del workshop tenuto da Fred Pearce, giornalista scientifico consulente, tra le altre cose, del New Scientist. Direi che gli spunti di riflessione e dibattito forniti dall'autore di Confessioni di un eco-peccatore non sono mancati (qui potete sfogliarvi alcune pagine del libro) e interessanti ho trovato soprattutto le riflessioni, dati alla mano, nate anche dal dibattito in aula. Tipo, l'Italia è uno dei paesi più vecchi al mondo in termini anagrafici, cioè rispetto a Paesi come l'India il nostro Paese è fatto da ultrasessantenni; il punto è come sarà l'Italia tra una ventina d'anni? Molti credo non riflettano abbastanza sul fatto che i flussi migratori, per quanto implichino evidenti problemi, se così vogliamo chiamarli, a diversi livelli, rappresentino anche un'importantissima risorsa culturale, economica, umana. Ad alcuni parrà banale, ad altri semplicemente sbagliata, ma cinicamente parlando guardiamo in faccia la realtà: mi dite cosa ne sarà di Paesi come il nostro senza un rimescolamento della popolazione? Rimarrà una generazione monca, una popolazione esangue e decimata a dispetto di una realtà globale in cui l'emergenza è proprio che siamo in troppi. Contraddizioni dei tempi moderni.
Durante il workshop ho avuto anche modo di conoscere meglio un movimento culturale di cui avevo sentito parlare ma a cui non avevo dato molta attenzione: la rete internazionale di transizione. Si tratta di un movimento culturale nato in Inghilterra nei primi anni Zero con l'obiettivo di aiutare le città e i cittadini a "transitare" appunto da uno stile di vita basato sul modello classico petrolio-dipendente a uno più compatibile con una realtà in cui si è consapevoli del fatto che le risorse sono limitate. Tra le varie cose i volontari di Transition hanno appena tradotto in collaborazione con Indipendenza energetica il bel Crash Course, un videocorso organizzato in moduli piuttosto brevi e agili sulla crisi sistemica:
"Salve, il mio nome e' Chris Martenson e saro' il conduttore di questa presentazione. Il Crash Course integra temi diversi ed apparentemente scollegati in una unica storia. Discuteremo di Economia, Energia ed Ambiente, perche' e' dove questi campi si sovrappongono e si intersecano che la storia piu' importante di ogni generazione sara' raccontata.
Dopo aver sentito questo presentazione guarderete e penserete all'economia in una maniera completamente nuova. Vi daro' un struttura che vi permettera' di capire quello che per molte persone e' una materia molto difficile da capire.
Mi ci sono voluti parecchi anni per raccogliere le informazioni presenti in questo corso e svilupparle in questa storia cosi' densa. Vi devo avvisare che non sara' facile per alcuni di voi. Lo so per aver visto le reazioni di numerosi ascoltatori in questi anni. Parleremo di grandi cambiamenti che sono effettivamente difficili da capire. Cerchero' di farvi cambiare idea. Mettero' in discussione alcune delle vostre convinzioni piu' profonde e cerchero' di convincervi che e' giunta l'ora di imparare, fare attenzione ed agire."



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