giovedì 31 marzo 2011

Sei parole

Non ho resistito, su Nuovo e Utile dicevo la scorsa volta questa settimana si parla di storie, del potere del racconto e di come spesso bastino davvero poche parole per essere efficaci. Ma ovviamente per ottenere un buon distillato ci vuole tempo e solo pochi maestri ottengono risultati esemplari, topico il racconto in sei parole di Hemingway



Sulla scia di questo illustre esempio sono nati diversi progetti che invitano a scrivere una propria storia in sei parole. Ripeto, non ho resistito, questa e' la mia:

Osservavo le nuvole, ero allo specchio.

E siccome sono compulsiva, ho poi iniziato a declinare la storia iniziale, in piccole possibili varianti giocando con le parole esercizio che, al di la' del risultato finale, ho trovato molto utile:

Guardavo le nuvole, mi stavo specchiando
Davanti allo specchio: vedo nuvole
Allo specchio vedo nuvole
Allo specchio: vedo nuvole
Nuvole, come guaradare attraverso uno specchio
Usavo le nuvole come uno specchio
Mi specchio, ma vedo solo nuvole
Nelle nuvole il suo riflesso antico
Osservando le nuvole vide se stessa

martedì 29 marzo 2011

Raccontami un'altra storia




Questa settimana Annamaria Testa parla di storie, o meglio dell'importanza di raccontarle e del perché ci piacciono. E allora a me sono venute in mente queste parole di Marie Curie:

Uno scienziato nel suo laboratorio non è soltanto un tecnico, è anche un fanciullo posto di fronte a fenomeni naturali che lo impressionano come un racconto di fate. Dobbiamo avere un mezzo per comunicare questo sentimento all'esterno, non dobbiamo lasciar credere che ogni progresso scientifico si riduca a macchine e ingranaggi. L'umanità ha bisogno di uomini d'azione, ma anche bisogno di sognatori per i quali perseguire disinteressatamente un fine è altrettanto imperioso quanto è per loro impossibile pensare al proprio profitto
.(Convegno della Cultura del 1933).

Perché anche nella scienza la comunicazione è importantissima, perché è bello raccontare anche il backstage delle scoperte scientifiche, perché ogni invenzione ha dietro la sua storia, ogni singola osservazione è un viaggio, e anche gli esperimenti con risultati negativi in verità danno tante informazioni. Quando spiego agli studenti che iniziano in laboratorio come analizzare i dati faccio loro presente che rivedere i dati registrati di un esperimento è come entrare in un racconto, e bisogna tenere conto anche delle sfumature, della variabilità biologica, del fatto che alla fine ogni cellula in ogni singolo esperimento ha una propria storia. Per comporre il puzzle ci vogliono pazienza e innumerevoli prove, poi si tratta di rielaborare tutto, sintetizzare e trasmetterlo agli altri possibilmente cercando di essere concreti e leggeri insieme, una faticaccia insomma. Ne vale la pena? E' un po' come chiedersi a che servono le storie.

lunedì 28 marzo 2011

Un'aurora pazzesca

Semplicemente meraviglioso. E' il video time-lapse realizzato da Terje Sørgjerd con infinita pazienza percorrendo le lande tra Russia e Norvegia a una confortevole temperatura media di -25 gradi Celsius. Un cielo cosi' quando mai l'avete visto? Nulla da aggiungere, godetevi lo spettacolo (non fate i pigri prendetevi 5 minuti di pausa, rilassatevi e guardetelo in full screen) e se la cosa vi crea qualche forma di dipendenza inizate a seguire Astronomy Picture of the Day.


The Aurora from Terje Sorgjerd on Vimeo.

lunedì 21 marzo 2011

Come un battito d'ali


Butterfly effect

Poi uno dice che non se la deve prendere. D'accordo il nostro Paese si caratterizza per un certo folclore, l'amore per il paradossale e il tragicomico, ma un confine, un limite che impedisca di finire nel grottesco, anzi nel ridicolo, anzi nell'inaccetabile dovrà pur esserci. Ma magari sono io che capisco male e come al solito sono precipitosa: parliamo di ricerca e più precisamente di quello che dovrebbe essere uno dei nostri principali enti per il suo sviluppo, parlo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, al secolo CNR, che come spiegato sul sito si occupa di:

di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese. Un obiettivo che l'Ente vuole perseguire, dopo la riforma attuata con il decreto legislativo N.127 del 4 giugno 2003, alla luce di una missione ambiziosa: rappresentare una risorsa da valorizzare per lo sviluppo socio - economico del Paese. Alla base, il convincimento che l'attività di ricerca e sviluppo, determinante per la competitività del sistema economico nazionale, possa generare nuova occupazione, maggior benessere e maggiore coesione sociale.

Ottimo, ma qualcosa mi sfugge, probabilmente non riesco a cogliere il sottile umorismo che si nasconde dietro alla scelta del suo vice-presidente. Certo non si può negare che siano stati meritocratici in questa scelta, poiché riuscire a mantenere certi standard di sproloquio e continuare in modo tanto lucido e sistematico (vedete la scienza) a dire fesserie è notevole. Che dico notevole, sensazionale, riuscendo costui sempre a superarsi e a regalare grandi emozioni: l'ultima perla Roberto De Mattei l'ha rilasciata a Radio Maria a proposito del disastro in Giappone
"Dio non può fare che il terremoto colpisca il colpevole e salvi l'innocente. E' chiaro che talvolta salva l'innocente con un miracolo, ma non è obbligato" Chiaro no? (le altre memorabili farneticazioni le trovate su leucophaea), e anche lui non dovrebbe sentirsi obbligato ad aprir sempre bocca, probabilmente lo fa per spirito di sacrificio. Beato lui che ha sempre qualcosa da dire, a me è caduta la mascella e di parole proprio non ne ho.

mercoledì 16 marzo 2011

Brain week


Sicché questa è la settimana del cervello di cui avevo già parlato e anche a questo giro tra conferenze, mostre interattive e incontri divulgativi resta molto ricco il programma triestino promosso dal Brain Centre for Neuroscience. Tra l'altro sul sito gli appassionati di neuroscienze trovano molte informazioni e diversi materiali di approfondimento di taglio divulgativo. Siamo inoltre alle fase regionale delle olimpiadi delle neuroscienze che si svolgerà il 19 marzo e alle quali possono partecipare gli studenti delle scuole medie superiori (13-19 anni), il vincitore nazionale rappresenterà l'Italia al campionato internazionale .
Io intanto colgo l'occasione per presentarvi Rita, fida compagna che mi assiste durante i lunghi pomeriggi di esperimenti matti e disperatissimi :)

domenica 13 marzo 2011

Sul mondo delle pubblicazioni scientifiche

Vi giro il link a Rangle dove si parla di Grandi (e piccole) manovre attorno alla peer-review. E, sempre sulla peer-review, qui trovate i dibattiti di Nature e un blog dedicato. Dalla teoria alla pratica su questo sito i tips del The National Institutes of Health (NIH), un po' "di parte" quest'ultimo, ma con diverse cose utili.

martedì 8 marzo 2011

Palloncini per volare




Non so voi ma io dopo aver visto Up la tentazione di attaccare cose, persone, animali a tanti palloncini per vedere se prendevano il volo l'ho avuta. Ecco, il team del National Geographic lo ha fatto per davvero, con una casa.
Nel film Pixar il protagonista, un simpatico vecchietto non più tanto simpatico dopo la morte della moglie, decide di realizzare il sogno dell'amata ovvero andare alle Cascate Paradiso in Sud America. Tutti i loro ricordi, tutti gli attimi trascorsi insieme sono in quella casa, e lui ora è solo, l'unica cosa sensata è quindi andare alle cascate con tutta la casa: attacca al tetto tantissimi palloncini colorati e la neo-mongolfiera prende il volo...
Lo scorso week end invece un team di ingegneri, scienziati e due piloti di mongolfiere oltre, come dicevo, agli operatori del National Geographic hanno realizzato questo divertente e poetico esperimento: nei pressi di Los Angeles in una pista di decollo privata hanno legato al tetto di una casetta di venticinque metri quadri e alta circa 5 metri e mezzo trecento palloncini gonfiati con elio- intendiamoci i palloncini avevano un diametro di due metri e mezzo l'uno, non è che uno proprio li trovi al luna park- e...



all'alba la casetta ha preso il volo raggiungendo circa 3000 metri di altezza e rimanando per aria un'ora. L'evento ha permesso di stabilire il record di volo con palloncini e il video sarà trasmesso l'anno prossimo nel nuovo programma How Hard Can it Be? (Quanto può essere difficile?) di National Geographic Channel.
Bello ogni tanto volare...

venerdì 4 marzo 2011

AAAcercasi consapevolezza


Collage, Claire Pestaille

Raddoppio e rilancio: per l'8 marzo si va all'attacco. Lasciate stare le mimose che sì son belline e fanno tanto primavera ma soprattutto fanno la gioia dei fiorai. Quella mattina potete anche alzarvi chiedendovi se durante la giornata qualcuno vi regalerà un fiore, un geranio, un orto botanico intero, potete finire preparativi e apparecchiamenti per una serata "solo donne" dopo la quale però esattamente cosa sarà cambiato? in cosa sarà stata una sera diversa da altre se non per i ristoranti strapieni, qualche strip ultracommerciale di dubbio gusto e i prezzi raddoppiati anche per respirare?
Si sta parlando molto di ricostruire un nuovo immaginario di donna, ma come? L'errore più comune è quello di inciampare proprio negli stereotipi che si vogliono combattere. Si deve osare evitando la faciloneria, difficile certo ma vale la pena provare, e vale la pena provare aderendo per esempio all'iniziativa Poetry Attack nata sulla scia di Se non ora quando? In piazza, per strada, sul web, in bagno, sul pianerottolo di casa, in balcone, ovunque mostratevi con un cartello e i versi, le parole, le poesie vostre o di altre donne. L'iniziativa mi piace, ha una carica evocativa e scenica (perché no? diverso è l'esibizionismo vuoto e privo di una vera estetica) che se veicolate nel modo giusto potrebbero dare un'immagine diversa di donna, del corpo delle donne, del messaggio che si vuole trasmettere, perché si vuole trasmettere qualcosa vero? In questo senso tra l'altro ultimamente mi sto molto interrogando su cosa significhi effettivamente consapevolezza del proprio corpo, su quale sia la differenza tra mostrare e esibire: L'esibizionismo è tutto uguale? In caso contrario come si può distinguere ciò che è volgare parata da un esibizionismo consapevole che fa dell'estetica un valore e non svilisce il corpo ma lo valorizza? E' possibile? Penso a Oscar Wilde, penso a un modo di concepire la fisicità come valore aggiunto senza scadere necessariamente nel trito doppio senso fine a se stesso e offensivo. Nella pubblicità il sesso va per la maggiore perché attira l'attenzione. Attira (?) o crea scandalo, ma è anche vero che è spesso al centro dei nostri pensieri (onestamente, rispondete a voi stessi, quante volte al giorno pensate al sesso?) e che influenza parecchio la qualità della nostra vita. Ora c'è modo di parlarne e viverlo senza scadere nel becero consumismo o in rimozioni collettive? E c'è un modo affinché la donna non finisca sempre con l'apparire o l'oggetto-premio o la mantide religiosa o la femminista permalosa macchietta di stessa?


AAA cercasi

giovedì 3 marzo 2011

Parodissea terza, quarta e quinta; massi', anche sesta.



Nelle puntate precedenti: il corpo come, forse, non l'avete ancora mai visto, e considerando che oramai se ne vedono di tutti i colori la cosa non è da poco. Di putenda e libertà, dove si spiega che tu donna dovresti tenertela ben tappata lui invece no pena la perdizione (pare che il pressapochismo vada di gran moda quindi per esigenze narrative ci adeguiamo).
Di cose interessanti ne stanno accadendo proprio a bizzeffe motivo per cui la gente ha tanto di cui parlare e discutere. Succede che al nostro Premier piacciono le donne, belle giovani possibilmente. Come dargli torto? dice qualcuno in barba ai benpensanti, ma siete diventati proprio tutti bigotti aggiunge qualcun altro rivolgendosi a chi si scandalizza. E in un'apoteosi di mutande volanti e insulto libero anche le donne parlano (ebbene sì ne hanno facoltà) ma non solo: si organizzano, scendono in piazza, fanno notare che il corpo sì, ma santo cielo un po' di fantasia. Nel frattempo sull'altra sponda del Mediterraneo altre donne in altre piazze lottano e si fanno sentire, ma si sa lì è tutto diverso, un'altra cultura. Noi sì che invece siamo fortunati, abbiamo la democrazia, un sistema politico che funziona ehm volevo dire un Politico, cioè un Sistema, un qualcosa insomma che in seguito a regolari elezioni (fatevene una ragione e riflettete: elezioni sono state) ci ha portato ad avere una classe dirigente con certe priorità. Ok queste priorità non sono l'educazione (si vede però che hanno fatto i compiti casa) né la cultura, che quella non si mangia, ma suvvia hanno pur sempre alle spalle degli ideali. Almeno non facciamo la figura di quelli pignoli, in Germania basta dimenticare un paio di citazioni nella tesi di dottorato e tocca dimettersi. Vedete allora che fanno meglio qui da noi togliendo il problema alla radice? Tse'! dottorato. A proposito stavo dimenticando la ricerca, anche questa non è una prioritaà, ma d'altra parte a che serve?
E qui il cerchio si chiude, tutto molto avvincente ma non potrebbe essere altrimenti con questi ingredienti: sesso, politica, rivolte popolari (?), gossip, complotti. Visto dall'estero poi tutto ciò è un vero spasso.

Avete appena letto il mio personale bigino qualunquista di opinionismo e notizie dell'ultimo periodo. La domanda ora è: come sarà la collezione autunno-inverno 2011-2012?


SHIRIN NESHAT - Women without men / Donne senza uomini