venerdì 23 dicembre 2011

Il treno in fondo al mare

Questa mattina mentre ero in metropolitana riflettevo sul Natale e sulla lista di buoni propositi che si fa sempre in questo periodo con l'arrivo dell'anno nuovo, e per quanto io ami un certo fatalismo penso che questa sia davvero un po' una cavolata. Bilanci e buoni propositi uno se li fa in qualunque momento dell'anno perché questo mese dovrebbe essere diverso? E in realtà meditavo sul fatto che è un'altra la cosa veramente importante: capita a volte, spesso per la verità, nella vita che ti trovi ad attraversare un binario, semplicemente cammini per passare dall'altro lato ma succede che proprio in quel momento passa un treno che ti travolge e ti trascina con sè. Ora il punto non è l'esser finito di colpo su una rotta inaspettata e non preventivata ma decidere: vuoi restarci oppure no? Decidere se questa cosa nuova che stai vivendo ti piace oppure no. Capire se il vagone sul quale sei finito ti sta facendo fare un viaggio che ti piace o se stai rimanendo seduto in uno scompartimento qualsiasi solo perché è capitato e ora ti fai giusto trasportare. Penso tu possa tranquillamente anche decidere di startene lì e basta però, se dopo un po' il treno si schianta da qualche parte non potrai dire che non era ciò volevi.

venerdì 16 dicembre 2011

Lo sfizio del venerdì

Ok allora ho deciso. Ho deciso che il post del venerdì sarà qualcosa che fa bene a occhi e polmoni, servirà a ridare ossigeno alla settimana diventata cianotica, a ripulire lo spirito e alleggerire gambe e pensieri. Come avevo già detto, a volte proprio non servono tante spiegazioni, alcune cose ci piacciono e basta, sono belle e basta, e ciò dovrebbe bastare.

I video che state per vedere sono del filmaker David Attenborough, un mago nella realizzazione di filmati naturalistici, e fanno parte del suo ultimo lavoro per la BBC frozen planet. Buon venerdì :)



venerdì 9 dicembre 2011

Animalia





Allora che volete farci è venerdì (sera) e c'è bisogno di leggerezza, di qualcosa che semplicemente faccia sorridere a magari gratifichi anche lo sguardo. Ho trovato le foto e questo filmato delicati e piacevoli, semplicemente (grazie Popova). E a volte proprio non servono tante spiegazioni, alcune cose ci piacciono e basta, sono belle e basta, e ciò dovrebbe bastare.



Questo video è stato girato dal regista Bob Purman con una macchina Phantom che permette di realizzare filmati in slow motion



Tim Flach photography, nel caso vi servisse un'idea per un regalo di Natale il libro è stupendo ;)


Questo invece, di Mark Laita, per gli amanti degli abissi...

martedì 6 dicembre 2011

Scienza smantellata (come se ce ne fosse già troppa)

Sono triste. Davvero, più che delusa, infastidita e arrabbiata sono triste e frustrata per la decisione di chiudere un programma radiofonico come Quarantadue. Sentimenti e sensazioni questi che derivano dalla constatazione che ancora una volta la cultura debba subire un'amputazione così grave. Parlare di scienza, fare in modo che sia accessibile e fruibile a un pubblico il più vasto possibile in tutti i modi possibili dovrebbe essere sempre e comunque, a mio avviso, prioritario rispetto a qualunque politica gestionale. Probabilmente dietro questa decisione ci saranno ottime e meditate ragioni che tuttavia mi sfuggono. Mi sfuggono perché non riesco a capire come un programma seguito e che raccoglie numerosi feedback positivi debba essere cancellato e non posso credere davvero sia una questione di spazio dal momento che, e questo è un altro dei pregi del programma, si tratta di 20 minuti, ogni sei settimane. Questi 20 minuti sono davvero così ingombranti? Una volta tanto che si riesce ad avere un format agile e piacevole che parli di scienza in modo preciso, ma non monotono che si fa? Si decide di chiudere perché uno dei conduttori collabora anche a un altro programma su un'altra rete che tuttavia non è concorrente della prima! Ora dovendo mettere sui piatti di una bilancia i pro e i contro di questa scelta io sinceramente riesco a vedere solo i contro, che sono anche la perdita da parte di Rete Tre di un'immagine più completa e attenta anche alla cultura scientifica e alla sua diffusione, che promuove format originali e di buon livello. La qualità dovrebbe essere premiata e dovrebbe essere sempre considerata l'investimento migliore, soprattutto quando parliamo di cultura, di cultura scientifica in particolare, già troppo spesso sacrificata perché considerata, forse, meno "appealing" rispetto ad altri argomenti, e questa sembra la trita frase fatta che però ancora una volta rispecchia il corso degli eventi e decisioni quantomeno discutibili. Ne siete sicuri, credete davvero sia la scelta migliore chiedo alle persone che hanno preso questa decisione. Ma soprattutto è una scelta migliore per chi? Non credo sinceramente sia la migliore per gli utenti, me compresa, che amavano e seguivano il programma.
Sarebbe bello se, almeno ogni tanto, si andasse davvero contro corrente promuovendo e facendo in modo che continuino a esserci prodotti culturali di qualità; sarebbe bello se decidessero di far proseguire il programma Quarantadue assicurando ancora agli ascoltatori un format che parla solo di scienza in modo chiaro, breve ed efficace, assicurando agli ascoltatori buona cultura e rassicurandoli del fatto che non sono finiti su Rete Tre per puro caso, non sono inciampati nuovamente in un diversivo qualunque.
Ora siccome la triestezza da sola non serve a molto ed è sempre e comunque meglio agire, sulla versione web di Quarantadue è possibile scrivere il proprio disappunto (in modo comunque educato né), le lettere saranno raccolte e mandate a chi ha deciso di chiudere il programma.

venerdì 2 dicembre 2011

Non si dice




Profilattico, preservativo, condom, goldone e potrei andare ancora avanti con i sinonimi o avvalermi di altre lingue, dialetti e idiomi ma poi sembra che mi accanisco. E in realtà il punto non è tanto una faccenda linguistica quanto concettuale. O invece il punto è anche linguistico se si considera che ogni parola ha un suo significato ben preciso e che, come diceva Heinrich Boll, “non appena pronunciate o scritte le parole si trasformano e caricano chi le ha dette o scritte di una responsabilità grande, il cui peso spesso gli sfugge”. E ci sono casi in cui invece proprio perché questo peso viene percepito alcuni preferiscono evitarle certe parole, illudersi che in questo modo, non pronunciando quella parola, le proprie responsabilità riguardo alle conseguenze di ciò che vien detto si neutralizzino. Ma anche stare in una zona neutra è una scelta e comporta delle responsabilità. Ora facciamo qualche esempio pratico: tipo che ieri era la giornata mondiale contro l’AIDS ed è importante parlarne e chiarire che la prevenzione è fondamentale. È dunque assolutamene lodevole che anche il Ministero della Salute abbia sostenuto la campagna (la locandina non la commento perché sono una signora) e una fantastica maratona radiofonica su Radio Rai. Perché però, a quanto pare, la parola profilattico o qualche suo, abbiamo visto che esistono, efficace sinonimo non sono mai stati pronunciati? Faceva così brutto? Suonava forse come turpiloquio ai benpensanti utenti del servizio RAI? A quanto risulta, ma chi ha altre fonti e notizie a riguardo per favore me lo faccia sapere, dal Ministero sono arrivate indicazioni precise circa la scelta delle parole da usare (chè si sa i nostri ministri quanto a lessico e uso appropriato della lingua la sanno lunga, ma questo sarebbe davvero banale rimarcarlo). Va bene a volte il potere evocativo di immagini e lunghe circolocuzioni rende più di una parola sputata così in faccia. Ma è anche vero che in certi casi, proprio per il bagaglio che ogni parola si porta dietro, usare un termine piuttosto che un altro è importante. Questione di chiarezza. Secondo il mio punto di vista sarebbe stato molto più limpido dire qualcosa del tipo mettetevelo in testa (il concetto) che o usate il preservativo o, soprattutto se avete un’intensa attività sessuale con persone diverse, il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili è alto. Santo cielo è da quando siamo piccoli che ci sentiamo dire: se vai a letto con gli sconosciuti (anche senza aver accettato le caramelle) rischi di prenderti qualche brutta cosa che, aggiungo io, nel migliore dei casi è candida in uno dei peggiori HIV. Poi quando si tratta di entrare nel dettaglio di come fare a evitarsi le malattie veneree si diventa subito vaghi. E poi certo ci sono la fedeltà e l’astinenza che sono due ottime opzioni, ora però siamo onesti e guardiamoci dritto negli occhi, anche lei caro Ministro della Salute mi guardi dritto negli occhi e mi dica che davvero lei crede che dirmi semplicemente di “non abbassare la guardia” perché posso prendermi delle brutte malattie possa bastarmi. Qualcuno mi dica davvero che ci crede ai poteri della fedeltà e dell’astinenza più che a quelli del preservativo e che le mette in pratica con successo (e la scienziata che è in me vorrebbe delle statistiche a riguardo). Certo io sono sempre in mala fede e quindi vado subito a pensare che dietro la scelta di non usare esplicitamente la parola profilattico ci sia la volontà di non urtare la sensibilità dei cattolici praticanti, beati loro che non ne hanno mai avute di malattie veneree, quale altra motivazione altrimenti? Certamente c’è modo e modo di dire le cose e posso capire che ci si possa sentire un po’ a disagio a dire cazzo figa culo mettetevi il goldone perdinci! Ma, dicevo, dire che durante un rapporto sessuale completo con penetrazione di vagina e/o ano usare un dispositivo di autoprotezione, più precisamente un profilattico, è buona norma e cosa opportuna per prevenire malattie sessualmente trasmissibili, questo non dovrebbe scuotere gli animi. Questo lo si deve alla popolazione per onestà e chiarezza: siamo tanti e siamo tutti diversi, la pensiamo in modi diversi e chi decide che la fedeltà o l’astinenza meglio si attagliano alle proprie convinzioni buon per lui, ma tutti gli altri? Perché dare informazioni monche? Sarebbe giusto elencare e spiegare con precisione tutte le possibilità poi starà al singolo decidere cosa fare.
Ora, per essere precisi, nella campagna non si consiglia di praticare fedeltà o astinenza a scopo preventivo che sarebbe già stato qualcosa, sono io che parlo anche di questo per completezza e perché non ci sono molti altri metodi di prevenzione, e perché so che se pubblicizzo anche questi altri due forse a Natale Gesù bambino mi porterà i regali. Ma torniamo alla campagna, qual è il suggerimento principe che arriva? Io sono una lettrice disattenta, ma il messaggio principale che mi è arrivato è: fate il prima possibile il test per verificare se si è o meno sieropositivi.
Un momento di pausa, riflettiamo, e intanto cerco di controllare l’incazzatura che mi sale. Nella pagina intitolata Campagna informativo-educativa 2011 per la giornata mondiale contro l’AIDS ciò che il Ministero della Salute mi invita a fare è “non abbassare la guardia” e fare il prima possibile il test HIV. Questo bisogna fare, dice. Probabilmente non tutti hanno dimestichezza con i principi di causa-effetto, qualcuno crede anche che non siano correlati o lo siano in modo diverso da ciò che il buon senso suggerisce. Dico io, il test HIV è molto importante perchè se hai contratto il virus prima lo sai meglio è e prima inizi le terapie, grazie al cavolo ma per evitare di prenderselo il virus che si fa? Vaghezza. Vogliamo fare i pignoli e dire che la campagna è per prevenire l'AIDS e che aver contratto il virus non implica necessariamente che la malattia si svilupperà? Ok, ma allora di cosa stiamo parlando?
Se state attenti e fissate intensamente il monitor del computer leggendo la campagna, nel momento in cui vi porrete la domanda, quella domanda: Come prevenire? Il preservativo è efficace? Vedrete una balla di fieno rotolarvi davanti, spinta dal vento ipocrita che continuano a soffiarci addosso.

PS. Intanto per fortuna esistono anche altri tipi di campagne, come la campagna Impara l'ABC per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili promossa dalla Croce Rossa Italiana. E domani pomeriggio me ne vado in Piazza Duomo a Milano per il FalshMob ;)

giovedì 24 novembre 2011

The Human Brain



Pensare che proprio ieri sera a teatrodanza stavamo facendo esercizi di scultura umana. Cioè, facendola breve, a coppie uno fa la statua da plasmare mentre il compagno lo modella a suo piacere improvvisando sull’onda del momento e facendo assumere alla controparte qualsiasi tipo di posizione. L’evoluzione di questo esercizio è un’orgia coreutica in cui ci si muove in spazi più o meno ampi e in questo caso è un gruppo più numeroso di individui a dare vita a una composizione scultorea in cui, per esempio, ognuno plasma se stesso in un rapporto di azione-reazione a ciò che fanno gli altri. Poi ci sono tutte le possbili varianti. Ne derivano composizioni dinamiche che possono avere una carica evocativa e rappresentativa molto forti ed efficaci. Non mi credete?
Guardate allora il trailer che hanno preparato in Olanda per il TEDxAmsterdam 2011 che si terrà il 25 novembre. Il Dutch National Ballet e la rigogliosa comunità di creativi olandese, uniti a WE ARE PI che ha sviluppato la campagna, hanno dato vita alla serie living brain per il progetto TEDxAmsterdam Ideas United . Living brain aprirà e chiuderà i lavori del 25 inaugurando così il tema “Human nature” delle TEDx conference. Siccome le persone approdano a TEDx per fare il pieno di idee, come spiega Marian Spier, Experience Director, il trailer è stato realizzato pensando al processo inverso: partire dalle persone fisiche e dare vita a un “cervello umano e vivente”, nel senso che è fisicamente fatto da persone.





Ora non ditemi che non è d'effetto.

venerdì 4 novembre 2011

Pausa in volo

È venerdì che cavolo molti di voi staranno già facendo il conto alla rovescia per il week end in arrivo, altri stanno solo bestemmiando perché sanno che dovranno lavorare ancora molto, altri ancora forse manco ci pensano, sono annoiati e basta. Prendetevi allora cinque minuti, pensate a quelle notti d'estate quando il cielo è profondissimo e le stelle vi entrano dentro e riescono a raggiungere proprio quella parte remota di voi stessi che di solito è tenuta a tacere, quella che ogni tanto fa fare un sussulto e obbliga a interrogarsi sul senso della vita, dell'universo e tutto quanto. Un brivido allora percorre la schiena perché la risposta potrebbe confermare ogni sospetto e negare ogni convinzione.
In quei momenti di trip mentale sarebbe bello fare un volo come questo. È venerdì, prendetevi cinque minuti e volate:






Le immagini ad alta definizione sono state prese dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) in orbita a oltre 400 Km dalla Terra.

giovedì 3 novembre 2011

L'ora del decesso


Stimata dando una sbirciata nel naso

Dice che è una cosa macabra, che ci vuol davvero tanto pelo sullo stomaco e che se decidi di fare il medico legale finisce che passi a parlare più tempo coi morti che coi vivi. Che poi a volte è davvero meglio parlare con uno che non può risponderti, almeno capisci il valore del silenzio, almeno ti eviti un bel po’ di malintesi e incazzature. A ogni modo credo che di pelo sullo stomaco certo ce ne voglia, ma che una volta superati il tabù della morte e la rimozione del lutto per la quale certi argomenti non si affrontano e non si parla dei morti, figuriamoci toccarli e studiarli, ciò che resta è un campo da esplorare. Scientificamente. Non per divertimento, beninteso, ma perché anche questo produce conoscenza e anche questi studi possono fornirci importanti informazioni per migliorare diversi ambiti del nostro agire.

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giovedì 20 ottobre 2011

Senza lasciar traccia...

(Cortesia: Eli Sprecher)
Cancellando le impronte digitali

Sarebbe un intreccio degno di Agatha Christie: la donna è apparentemente una normale viaggiatrice, forse una turista, e scesa dall’aereo sta seguendo le normali procedure per entrare negli Stati Uniti: passaporto, scansione della retina, impronte digitali. È a questo punto che la polizia interviene: questa donna è sospetta. Peggio, non è possibile rilevarne le impronte digitali. Peggio ancora: questa donna non ha le impronte digitali. Colpo di scena: questa donna esiste realmente e non è il frutto della fantasia di nessun scrittore.

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sabato 8 ottobre 2011

giovedì 6 ottobre 2011

Dedicato ai folli


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1984: nasce il Mac




Guardando le cose in modo diverso...


con la fame e la rabbia di chi sa osare...


Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero (S.J.).

martedì 4 ottobre 2011

Non solo brutte notizie

Lo scorso week end ero al Festival di Internazionale, la mia prima volta, e tra le altre cose ho frequentato il workshop Non solo brutte notizie. In realtà di brutte notizie ce ne sono e come ma il punto è come comunicarle? Meglio ancora, come parlare di cambiamento climatico o sovrapopolazione in modo obiettivo e soprattutto senza cadere nell'allarmismo e nel catastrofismo? Questo era il tema principale del workshop tenuto da Fred Pearce, giornalista scientifico consulente, tra le altre cose, del New Scientist. Direi che gli spunti di riflessione e dibattito forniti dall'autore di Confessioni di un eco-peccatore non sono mancati (qui potete sfogliarvi alcune pagine del libro) e interessanti ho trovato soprattutto le riflessioni, dati alla mano, nate anche dal dibattito in aula. Tipo, l'Italia è uno dei paesi più vecchi al mondo in termini anagrafici, cioè rispetto a Paesi come l'India il nostro Paese è fatto da ultrasessantenni; il punto è come sarà l'Italia tra una ventina d'anni? Molti credo non riflettano abbastanza sul fatto che i flussi migratori, per quanto implichino evidenti problemi, se così vogliamo chiamarli, a diversi livelli, rappresentino anche un'importantissima risorsa culturale, economica, umana. Ad alcuni parrà banale, ad altri semplicemente sbagliata, ma cinicamente parlando guardiamo in faccia la realtà: mi dite cosa ne sarà di Paesi come il nostro senza un rimescolamento della popolazione? Rimarrà una generazione monca, una popolazione esangue e decimata a dispetto di una realtà globale in cui l'emergenza è proprio che siamo in troppi. Contraddizioni dei tempi moderni.
Durante il workshop ho avuto anche modo di conoscere meglio un movimento culturale di cui avevo sentito parlare ma a cui non avevo dato molta attenzione: la rete internazionale di transizione. Si tratta di un movimento culturale nato in Inghilterra nei primi anni Zero con l'obiettivo di aiutare le città e i cittadini a "transitare" appunto da uno stile di vita basato sul modello classico petrolio-dipendente a uno più compatibile con una realtà in cui si è consapevoli del fatto che le risorse sono limitate. Tra le varie cose i volontari di Transition hanno appena tradotto in collaborazione con Indipendenza energetica il bel Crash Course, un videocorso organizzato in moduli piuttosto brevi e agili sulla crisi sistemica:
"Salve, il mio nome e' Chris Martenson e saro' il conduttore di questa presentazione. Il Crash Course integra temi diversi ed apparentemente scollegati in una unica storia. Discuteremo di Economia, Energia ed Ambiente, perche' e' dove questi campi si sovrappongono e si intersecano che la storia piu' importante di ogni generazione sara' raccontata.
Dopo aver sentito questo presentazione guarderete e penserete all'economia in una maniera completamente nuova. Vi daro' un struttura che vi permettera' di capire quello che per molte persone e' una materia molto difficile da capire.
Mi ci sono voluti parecchi anni per raccogliere le informazioni presenti in questo corso e svilupparle in questa storia cosi' densa. Vi devo avvisare che non sara' facile per alcuni di voi. Lo so per aver visto le reazioni di numerosi ascoltatori in questi anni. Parleremo di grandi cambiamenti che sono effettivamente difficili da capire. Cerchero' di farvi cambiare idea. Mettero' in discussione alcune delle vostre convinzioni piu' profonde e cerchero' di convincervi che e' giunta l'ora di imparare, fare attenzione ed agire."



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giovedì 29 settembre 2011

La scienza che fa ridere e poi pensare




Mentre vi scrivo qui in Europa è notte, ma dall'altra parte dell'oceano, sul palco del Sanders Theatre della Harvard University, è appena iniziata la cerimonia di apertura per la consegna degli Ig-Nobel 2011. Come al solito ce ne saranno delle belle e mentre aspettate di conoscere i vincitori di questa edizione potete andare sul sito e guardarvi lo show della serata ;)

giovedì 22 settembre 2011

Il paravento da neuroscienziato


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Succede, di tanto in tanto, che uno cambia casa, oppure semplicemente ha voglia di introdurre una piccola variazione al proprio ambiente. Allora ci si trova a spostare i mobili in casa, a cercare una nuova disposizione per qualche oggetto, si cambiano le tende, si ridipingono i muri, però poi manca qualcosa. Manca quel qualcosa in più che ci fa sentire di nuovo a posto, magari un po' originali, o che comunque diventi il nostro marchio di fabbrica. Io per esempio amo le cose kitsch e improbabili, mi mettono di buon umore. Se poi soddisfano pure la mia anima un pochetto nerd tanto meglio. Sarà per questo che appena ho visto i quadri e i paravento di Greg Dunn sono rimasta affascinata (No, non ne ho ancora comprati, ma si avvicina il mio compleanno). Ora ditemi come si fa a rimanere indifferenti davanti al quadro di un ippocampo Japanese style?

martedì 20 settembre 2011

Come caccia il vampiro




I vampiri, a dispetto di quanto pensi la maggior parte delle persone, sono creature affascinanti. E affascinanti sono i loro organi di senso che nel corso dell’evoluzione si sono specializzati e adattati per consentire una caccia sempre più efficiente. Ora una nuova ricerca, recentemente pubblicata su “Nature”, ci permette di capire meglio la loro tecnica di caccia.

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venerdì 16 settembre 2011

Non si vede, eppure...



Questo è solo uno dei bellissimi video della serie Scents and Sensibilities
che potete trovare sul sito del World Science Festival. Prossimo appuntamento 30 Maggio-3 Giugno 2012 a New York (segnatevi la data!).

giovedì 1 settembre 2011

Evitando i traumi

Come dice la mia saggia amica M : "riadattarsi alla routine dopo le ferie è come cercare di rimettersi i jeans di quando avevi 16 anni....mooolto, mooolto difficile" , per cui sto cercando di riacclimatarmi con una certa calma. Al momento il mio stato vitale è abbastanza simile a quello del piccolo Tuto:



Ad ogni modo presto i post riprenderanno regolarmente :)

giovedì 28 luglio 2011

Saludos




Lascio un po' di cose in sospeso ma è tempo di migrare verso luoghi più caldi e assolati, ci vediamo dopo Ferragosto, con calma ;)

giovedì 21 luglio 2011

Il logorìo della vita cittadina

Come la vita di città influenza il nostro cervello

Sei più un tipo da città o preferisci le chiare, fresche e dolci acque di un paesaggio di campagna? Sappi che ne va della tua salute mentale. Un team di recercatori in Germania ha recentemente riportato, in uno studio finito sulla copertina di “Nature“, che chi vive in città è molto più esposto ai disturbi del comportamento rispetto a chi vive in zone rurali.

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domenica 17 luglio 2011

Da pannolino a fungo

Fino a quando non lo hai visto con i tuoi occhi, beata innocenza, davvero non puoi capire fino in fondo quanta pipì e pupù sono in grado di produrre i poppanti. Un grazioso frugoletto di tre o quattro mesi in una sola giornata, tra un vagito e l’altro, mentre tu cadi in un brodo di giuggiole, produce in media dai dieci ai dodici pannolini che si riducono a sei-otto dopo i sei mesi di vita con buona pace di Victor Mills, fondatore di Pampers. Questo significa (fate pure un rapido calcolo) che un bambino durante i suoi primi due anni e mezzo-tre di vita consuma quasi 5 mila pannolini che non sono riciclabili. Si parla, in Italia, di circa 6 milioni di pannolini al giorno ai quali, tra l’altro, andrebbero aggiunti quelli per adulti e gli assorbenti igienici per le donne. Un impatto ambientale più che ragguardevole. Come farvi fronte? Per esempio si potrebbero usare per coltivare funghi commestibili.

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martedì 12 luglio 2011

The Periodic Table of Videos




Se vi state chiedendo che roba è si tratta di una tavola periodica (ma dai?) in cui però a ogni elemento è stato associato un codice QR che rimanda a un video. Video di che? dell'elemento chimico, o meglio, un video che mostra attraverso esperimenti fatti da scienziati cosa fa l'elemento e quali sono le sue caratteristiche principali. Dimostrazione :



Se però non amate certi virtuosismi e preferite arrivare subito al sodo non c'è problema, la tavola esiste anche in un formato più tradizionale: dovete solo cliccare sull'elemento che preferite... esempio:

Sul sito trovate una tavola tipo questa:




mettiamo che vi ispira il Na, cliccateci sopra e:



Per ora sono pronti 118 elementi, gli altri entro fine mese, ma intanto direi che c'è abbastanza di che sollazzarvi. Se vi state chiedendo chi è il genio autore di tutto questo il suo nome è Martyn Poliakoff, professore di chimica presso la University of Nottingham, il quale aiutato dal divulgatore scientifico e filmaker Brady Haran ha sviluppato questo progetto. Lo scopo è quello di rendere la chimica più abbordabile, un invito allo studio non convenzionale e un valido supporto didattico. Tanto valido da valergli il Science Prize for Online Resources in Education (SPORE) Winners (e se andate al link trovate davvero sollazzo ad libitum per tutti i gusti dalla botanica all'universo, dalle neuroscienze per i piccoli agli orsi polari).
Naturalmente esiste anche un canale YouTube visitatissimo e una serie di appendici altrettanto gustose: Sixty Symbols per i simboli di fisica e astronomia, Molecular Videos con alcune chicche storiche e Words of the World che semplicemente adoro.

Salute ;)

sabato 28 maggio 2011

Best illusion of the year

Il contest si è concluso pochi giorni fa e sul sito ufficiale o via NewScientist potete andare a spulciarvi la top list delle illusioni migliori. Una però secondo me vince su tutte (quanto meno la menzione speciale cose fini che non impegnano):


(Image: Gianni Sarcone, Courtney Smith & Marie-Jo Waeber)
Ora non fatevi distrarre dall'eleganza del soggetto e concentratevi sul volto della maschera: cosa vedete?
Sicuri?
In realtà...
guardate bene e, dicevo, non fatevi distrarre dal contesto e dal fatto che i nostri sistemi visivo e cognitivo ci portano naturalmente a vedere, o meglio a interpretare, le cose che osserviamo sulla base di ciò che è più plausibile. La foto rappresenta i profili di due volti che si baciano, ma non abbattetevi, di fronte a figure ambigue come accennavo il nostro cervello viene ingannato facilmente. Son sempre i dettagli che ci fregano...