mercoledì 1 dicembre 2010

Anche i robot ballano




Ci sono una direttrice teatrale, una coreografa e un esperto di robotica. Non e' una barzelletta, quindi che ci azzeccano assieme? Ci fanno vedere che i robot non sono necessariamente aridi ammassi di ferraglia. Nello specifico ci mostrano come un robot possa farsi interprete di coreografie emozionanti, ma non solo.
L'idea nasce dallo studio delle interazioni uomo-macchina e dalle ricerche volte a implementare funzioni biologiche in sistemi robotizzati. Spesso questi lavori puntano su aspetti e funzionalità con risvolti estremamente pratici; d'altra parte spesso quando si pensa a un robot (ma vale per la maggior parte delle tecnologie) le domande fondamentali sono: a cosa può essermi utile? cosa me ne faccio? E spesso ci scordiamo che tra i nostri bisogni fondamentali, Maslow docet, dopo pappa-cacca-pipì ci sono anche altre esigenze. Qui risiede parte del valore dell'arte e della cultura in generale. Quindi perché non pensare a robot che siano in grado di veicolare e evocare le emozioni che normalmente ci da' ad esempio un'opera artistica? Ed è così che un bellissimo cigno-robot alto un metro ha debuttatto lo scorso autunno alla fiera del libro di Gothenburg interpretando un remix del lago dei cigni.



L'idea e' dello scienziato Lars Asplund della Mälardalen University in Västeråse, Svezia, e Kerstin Gauffin, della University's Eskilstuna, che hanno realizzato il progetto grazie alla collaborazione della coreografia Åsa Unander-Scharin.
La coreografa ha come tema centrale della propria ricerca artistica la relazione tra nuove tecnologie e movimento. Ecco il rovescio della medaglia: se da un lato la tecnologia si fa sempre più vicina alla biologia cercando di "catturarne" i segreti, dall'altro artisti come Åsa studiano il modo in cui le nuove tecnologie possono integrarsi con le loro performances. Ne emergono progetti che sono davvero uno spettacolo: Il gesto e il movimento sono studiati e analizzati sia dal punto di vista coreutico che nel modo in cui le peculiarità del movimento e le potenzialità del corpo umano possono essere sfruttate dalle nuove tecnologie. Progetti come Hybrid sono un intreccio di arte, fisiologia, matematica e robotica. Il tutto realizzato in una cornice di una coerenza disarmante.

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