mercoledì 17 novembre 2010

Patrimonio immateriale dell'umanità

Cortesia di Manuela Carretta


Dalla terra,
quella musica viene dalla terra,
viene dalla contesa,
dall’assalto,
dall’oscura spinta delle arterie del pianeta.
Viene dalla preponderanza del fuoco,
dal confuso linguaggio dei giacimenti,
dallo sconforto dei minerali.
Quella musica è cieca come le radici,
ostinata come i semi.
Sa di terra come la bocca di un cadavere,
viene dalla terra
ed appartiene alla terra: geologica risonanza.
Quella musica è oscura come la corteccia,
compatta come i diamanti.
Non dispone: mostra la vorace certezza
di ciò che è vivo,
la vertigine che va dal
substrato alla calamità che grida.
Quella musica racconta il buco
che dilata la sua ascendenza negli uomini.
Quella musica è tale buco, un sordo abisso
che reclama la prima solitudine
(Flamenco, Francisca Aguirre)


Carmen Amaya ne rappresenta sangue e spirito.

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