martedì 23 novembre 2010

Parodissea seconda


Foto: Maurizio Cattelan

Lasciamo perdere il fatto che L'Osservatore Romano (no, niente link
tie') ha violato l'embargo sull'intervista.
Lasciamo perdere anche il fatto che qualunque alitata emetta venga
subito tradotta in notizia sottintendendo, anzi dando per
scontato, che la cosa sia di gran interesse e sian tutti pronti ad
ascoltarla e accapigliarsi per essa peggio che davanti alle porte di
H&M questa mattina.
Lasciamo stare pure che alla fine gira e rigira sempre là si va a
parare e che ah ah continua a sforzarsi di imporre un controllo delle
nascite (perché pur sempre di questo si tratta anche se al contrario)
opponendosi alla sola cosa che davvero le può controllare.
Ma qualcuno dovrebbe dire al Papa che non si è ben capito perché se
noi amiamo dobbiamo poi per forza cicciarci uno stuolo di pargoli
mentre Lui e la sua cricca no. Come al solito tutti bravi col sedere
degli altri. E a proposito di sederi, giusto perché non sia mai
che poi crediamo davvero a un'apertura della visuale cattolica oggi ci
ha tenuto a ribadire che l'omosessualità è amorale.
Gli altri traducano pure l'intervista come meglio credono.
Forse sarebbe il caso anche di spiegare alla Santa Sede che le
libertà personali sono un bene supremo il cui rispetto è in
contraddizione con l'esprimere su di esse un giudizio morale figuriamoci
imporne una direttrice. Per carità ognuno può avere la propria opinione e
quindi anche credere che l'uso di ciascuno dei propri buchi (sì G. ti
ho rubato l'espressione) debba necessariamente prevedere
istruzioni dettate da un ente invisibile. Ma pretendere poi che queste
vengano rispettate da un collettivo (grande possibilmente n tendente a
infinito) senza possibilità di scelta mi pare si chiami in un altro modo...
Ah ma è vero la scelta c'è: bruciare all'Inferno.

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