lunedì 8 novembre 2010

Guardarsi dentro



Sto giro Google mi è proprio piaciuto. Sarà che mi trovo in Germania e quindi mi è sembrata più bella, ma la scritta "ai raggi X" per ricordare la scoperta fatta da Wilhelm Röntgen nel 1895 l'ho trovata efficace. All'epoca diversi scienziati eran li lì che ci giravano intorno ma, tra un tubo catodico e l'altro, fu il fisico tedesco ad avere l'intuizione definitiva. Come al solito l'esclamazione: "toh! ecco cos'era, c'ero quasi arrivato anch'io", ecco lui però ci arriva sul serio. I colleghi rosicano mentre nel 1901 porta a casa il premio Nobel, da mettere giusto giusto accanto all'immagine della manina santa della signora Röntgen ché di sicuro una foto così non le era mai stata fatta prima.




La mano di Bertha Rontgen radiografata. L'Immagine fu pubblicata sul New York Times il 16 gennaio 1896

Ora immaginatevi un attimo l'esperimento (detto in soldoni): in un tubo a vuoto sottoposto a alta tensione vengono prodotte alcune scariche elettriche. Dal momento che il tutto è coperto da un telo scuro non si dovrebbe vedere nulla. E invece lo scienziato nota che una lastra di platinocianuro di bario nelle vicinanze emette fluorescenza ogni volta che parte una scarica; gulp. Ché poi lo stesso Röntgen a che tipo di radiazione appartenessero esattamente non lo sapeva tant'è che li chiamò "raggi X".
Certo vederne gli effetti per la prima volta deve essere stato sconcertante e stravolgente: già le foto normali affascinavano, ma la possibilità di poter vedere cose e persone "dal di dentro" era tutt'altra roba. D'altra parte se ancora oggi si commercializzano occhialetti per guardare attraverso i vestiti di signorine e signorini è presto detto cosa potè scaturire nella fantasia dei di allora astanti (comuni mortali, gli scienziati erano invece già tutti presi e in visibilio per un nuovo campo da esplorare).
Effettivamente i raggi X hanno del sorprendente e, tentativi voyeuristi a parte, consentono di ottenere numerose informazioni sull'oggetto radiografato. La loro applicazione, infatti, non è più solo la diagnostica medica. Sempre più spesso nell'arte del restauro, per esempio, si ricorre a questo tipo di scansione per esaminare le opere: poterne osservare la struttura interna nel caso di manufatti e sculture, vedere cosa si nasconde dietro l'immagine "ufficiale" nel caso dei dipinti può aiutare a individuare facilmente le parti più danneggiate di un quadro e scovare i falsi.
Questa invece l'ho fatta io (non la radiografia) a una mostra di qualche tempo fa presso il Museo Picasso di Parigi. Non vi siete mai chiesti com'è fatta una scultura dentro ?


E poi c'è chi come Nick Veasey con i raggi X le creazioni artistiche le fa e non si accontenta della semplice macchina fotografica e se ne va in giro con un aggeggio che sembra l'acchiappafantasmi.

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