giovedì 25 novembre 2010

Status Symbol



E comunque checché se ne dica fino a quando la gente continuerà a andare in chiesa a battezzarsi e a sposarsi il Papa sarà sì convinto di avere orde di fedeli al suo seguito. E quindi di essere importante. Sia chiaro, ognuno è ben libero di praticare la propria religione.
Appunto praticarla. Il che significa, ma magari ho capito male io, praticarla sempre non solo quando c'è di mezzo l'organizzazione di un ricevimento con tanto di bomboniere e stuolo di presenzianti ché poi tanto la bomboniera la criticheranno dopo essersela agguantata ma vuoi mettere che scenografia? O la notte di Natale ché mica te la vuoi perdere la liturgia e passare per pagano. O per l'estrema unzione, ché sa sa mai...
E' un po' come quelli che no io non sono scaramantico ma intanto al momento giusto una toccatina alle palle se la danno comunque (vedi sopra).
Ovviamente il discorso vale un po' per tutte le religioni, e superstizioni varie.
E penso che talvolta siamo proprio vigliacchi.

martedì 23 novembre 2010

Parodissea seconda


Foto: Maurizio Cattelan

Lasciamo perdere il fatto che L'Osservatore Romano (no, niente link
tie') ha violato l'embargo sull'intervista.
Lasciamo perdere anche il fatto che qualunque alitata emetta venga
subito tradotta in notizia sottintendendo, anzi dando per
scontato, che la cosa sia di gran interesse e sian tutti pronti ad
ascoltarla e accapigliarsi per essa peggio che davanti alle porte di
H&M questa mattina.
Lasciamo stare pure che alla fine gira e rigira sempre là si va a
parare e che ah ah continua a sforzarsi di imporre un controllo delle
nascite (perché pur sempre di questo si tratta anche se al contrario)
opponendosi alla sola cosa che davvero le può controllare.
Ma qualcuno dovrebbe dire al Papa che non si è ben capito perché se
noi amiamo dobbiamo poi per forza cicciarci uno stuolo di pargoli
mentre Lui e la sua cricca no. Come al solito tutti bravi col sedere
degli altri. E a proposito di sederi, giusto perché non sia mai
che poi crediamo davvero a un'apertura della visuale cattolica oggi ci
ha tenuto a ribadire che l'omosessualità è amorale.
Gli altri traducano pure l'intervista come meglio credono.
Forse sarebbe il caso anche di spiegare alla Santa Sede che le
libertà personali sono un bene supremo il cui rispetto è in
contraddizione con l'esprimere su di esse un giudizio morale figuriamoci
imporne una direttrice. Per carità ognuno può avere la propria opinione e
quindi anche credere che l'uso di ciascuno dei propri buchi (sì G. ti
ho rubato l'espressione) debba necessariamente prevedere
istruzioni dettate da un ente invisibile. Ma pretendere poi che queste
vengano rispettate da un collettivo (grande possibilmente n tendente a
infinito) senza possibilità di scelta mi pare si chiami in un altro modo...
Ah ma è vero la scelta c'è: bruciare all'Inferno.

mercoledì 17 novembre 2010

Patrimonio immateriale dell'umanità

Cortesia di Manuela Carretta


Dalla terra,
quella musica viene dalla terra,
viene dalla contesa,
dall’assalto,
dall’oscura spinta delle arterie del pianeta.
Viene dalla preponderanza del fuoco,
dal confuso linguaggio dei giacimenti,
dallo sconforto dei minerali.
Quella musica è cieca come le radici,
ostinata come i semi.
Sa di terra come la bocca di un cadavere,
viene dalla terra
ed appartiene alla terra: geologica risonanza.
Quella musica è oscura come la corteccia,
compatta come i diamanti.
Non dispone: mostra la vorace certezza
di ciò che è vivo,
la vertigine che va dal
substrato alla calamità che grida.
Quella musica racconta il buco
che dilata la sua ascendenza negli uomini.
Quella musica è tale buco, un sordo abisso
che reclama la prima solitudine
(Flamenco, Francisca Aguirre)


Carmen Amaya ne rappresenta sangue e spirito.

lunedì 15 novembre 2010

Parodissea prima

Sorrido, ma poi mi perdo in un mare di riflessioni...





Grazie all'impareggiabile Annamaria Testa per la suggestione

lunedì 8 novembre 2010

Guardarsi dentro



Sto giro Google mi è proprio piaciuto. Sarà che mi trovo in Germania e quindi mi è sembrata più bella, ma la scritta "ai raggi X" per ricordare la scoperta fatta da Wilhelm Röntgen nel 1895 l'ho trovata efficace. All'epoca diversi scienziati eran li lì che ci giravano intorno ma, tra un tubo catodico e l'altro, fu il fisico tedesco ad avere l'intuizione definitiva. Come al solito l'esclamazione: "toh! ecco cos'era, c'ero quasi arrivato anch'io", ecco lui però ci arriva sul serio. I colleghi rosicano mentre nel 1901 porta a casa il premio Nobel, da mettere giusto giusto accanto all'immagine della manina santa della signora Röntgen ché di sicuro una foto così non le era mai stata fatta prima.




La mano di Bertha Rontgen radiografata. L'Immagine fu pubblicata sul New York Times il 16 gennaio 1896

Ora immaginatevi un attimo l'esperimento (detto in soldoni): in un tubo a vuoto sottoposto a alta tensione vengono prodotte alcune scariche elettriche. Dal momento che il tutto è coperto da un telo scuro non si dovrebbe vedere nulla. E invece lo scienziato nota che una lastra di platinocianuro di bario nelle vicinanze emette fluorescenza ogni volta che parte una scarica; gulp. Ché poi lo stesso Röntgen a che tipo di radiazione appartenessero esattamente non lo sapeva tant'è che li chiamò "raggi X".
Certo vederne gli effetti per la prima volta deve essere stato sconcertante e stravolgente: già le foto normali affascinavano, ma la possibilità di poter vedere cose e persone "dal di dentro" era tutt'altra roba. D'altra parte se ancora oggi si commercializzano occhialetti per guardare attraverso i vestiti di signorine e signorini è presto detto cosa potè scaturire nella fantasia dei di allora astanti (comuni mortali, gli scienziati erano invece già tutti presi e in visibilio per un nuovo campo da esplorare).
Effettivamente i raggi X hanno del sorprendente e, tentativi voyeuristi a parte, consentono di ottenere numerose informazioni sull'oggetto radiografato. La loro applicazione, infatti, non è più solo la diagnostica medica. Sempre più spesso nell'arte del restauro, per esempio, si ricorre a questo tipo di scansione per esaminare le opere: poterne osservare la struttura interna nel caso di manufatti e sculture, vedere cosa si nasconde dietro l'immagine "ufficiale" nel caso dei dipinti può aiutare a individuare facilmente le parti più danneggiate di un quadro e scovare i falsi.
Questa invece l'ho fatta io (non la radiografia) a una mostra di qualche tempo fa presso il Museo Picasso di Parigi. Non vi siete mai chiesti com'è fatta una scultura dentro ?


E poi c'è chi come Nick Veasey con i raggi X le creazioni artistiche le fa e non si accontenta della semplice macchina fotografica e se ne va in giro con un aggeggio che sembra l'acchiappafantasmi.

venerdì 5 novembre 2010

Festival della Scienza




Ancora per tutto questo week end a Genova potete fare una scorpacciata di scienza in modo divertente. Se riuscite a farvici portare da qualche bambino consiglio di consultare prima questa guida. Ma se non potete teletrasportarvi in tempo o nessuno vi ci porta non disperate: con Festival Scienza Live potete seguirvi gli interventi anche da casa e recuperare facilmente tutta la programmazione ;)
Solo vorrei anch'io un kit da acchiappanuvole ...