giovedì 16 settembre 2010

C'è ma non si vede: una mappa per trovarlo


Robert Ryman - Surface veil I, 1970 - Guggenheim Museum, New York


Che cosa c'è in questo quadro? Ossuvvia un po' di fantasia, davvero niente? Il problema è che per il momento i nostri computers non sono attrezzati per trasmettere anche gli odori (ma stanno provvedendo) ed è un peccato perché questa tela andrebbe quanto meno annusata. No, sciocchini, non è una trovata pubblicitaria ma arte concettuale. Una tela bianca può trasmettere tante cose, per Ryman è lo specchio della nostra società- vuota- per altri il mezzo per scuotere e richiamare i sensi di chi guarda. Ad esempio per l'opera L'altro senso l'artista Fumagall ha usato tele completamente bianche sulle quali ha applicato diversi odori e profumi. Il pubblico è in questo modo costretto ad avvicinarsi all'opera come catturato da qualcosa che non riesce completamente ad afferare né vedere. Sicuramente un modo originale per accostarsi a un'opera d'arte e interagire con essa. L'idea mi piace, mi trasmette il senso di un coinvolgimento intimo, una partecipazione viscerale. Un po' come quando veniamo colti da un odore che irreparabilmente ci proietta in qualche angolo remoto della nostra memoria. E poi mi piace perché pone al centro dell'azione una sensorialità che talvolta dimentichiamo. L'olfatto è in effetti un po' tornato di moda e molte aziende sfruttano il marketing olfattivo per ammiccare ai propri potenziali clienti. Il fatto è che, come al solito, tendiamo a eludere la metà più oscura o sporca della realtà. Succede anche con il naso, ce lo tappiamo quasi sempre. E ci perdiamo molto.

Uno dei progetti di Sissel Tolaas, affascinante chimica e artista norvegese, ha come obiettivo proprio l'educazione olfattiva. A Berlino, nel suo studio, la scienziata ha una biblioteca non di libri ma di boccette apparentemente vuote: vi sono catalogati più di 6000 odori. Sapreste distinguerli tutti? Con l'educazione olfattiva le persone vengono "allenate" a riconoscere gli odori, a descriverli, a non avere semplicemente una reazione di repulsione in presenza di aromi poco gradevoli, anche la puzza è una forma di conoscenza! Una delle installazioni della Scent provocatrice, L'odore della paura, è stata presentata anche in Italia la scorsa settimana in concomitanza con Pitti Fragranze.

Intanto se volete esercitarvi a dare un nome a ciò che annusate o vi interessa avere mappe inedite per i prossimi posti da visitare consulate una smell map. Potrete spaziare da quelle del Giappone a quelle del Regno Unito e magari contribuire alla loro realizzazione mandando la vostra descrizione "a naso" del posto in cui vi trovate.

In questo momento che odore sentite?

1 commento:

Enrico ha detto...

Chissà quante nottate in bianco per finire in tempo la tela bianca per l'esposizione!!!!!