martedì 4 maggio 2010

Parole parole parole



La ridondanza linguistica soffoca ormai ogni cosa ed è davvero frastornante per non dire stucchevole e spesso fuori luogo. E fin qui tutti d'accordo, poi però chissà com'è ci troviamo costantemente a leggere cose che potevano tranquillamente essere ben spiegate con la metà delle parole e termini più semplici. Voglio dire, almeno ogni tanto parla come mangi che forse si capisce cosa stai cercando di dirmi e il tempo che ti dedico non è proprio buttato ai fagiani, o avvertimi prima! Tipo: quello che sto per dire è una specie di delirio logorroico misto a flusso di coscienza per il quale dovrai prestare molta attenzione e anche in quel caso non è detto che poi capirai qualcosa, ma intanto te lo dico.
In questo senso una luce in fondo al tunnel sono i consigli e gli insegnamenti sempre precisi e puntuali di Luisa Carrada. Tra l'altro proprio nel suo ultimo post parla di come spesso usare tabelle ben fatte possa risultare più efficace e essenziale di uno sproloquio interminabile. Discorso analogo se si tratta di parlare di scienza in modo chiaro. In questo caso l'errore più ricorrente è restare nel tecnicismo incomprensibile, il che va ad avvalorare l'idea che noi scienziati siamo tutti matti ed è impossibile comprendere un fico di quel che facciamo.
Vogliamo poi parlare delle presentazioni powerpoint? Su Nuovo e Utile questa settimana ho trovato spunti interessanti e la conferma che fare presentazioni sensate è possibile, ma che il più delle volte ci troviamo di fronte a cose che non si possono vedere. Perchè l'essenzialità proprio non ci garba?
A sto punto durante la mattinata il tarlo aveva preso il sopravvento e ho continuato a sbirciare tra i vari siti di comunicazione. Una piccola perla, fonte di ispirazione per questo post, l'ho trovata nel sito di Giacomo Mason. Si parla di email: la metà delle volte se non di più non ci dicono nulla di utile o il messaggio è talmente arzigogolato e scritto fitto che devi rileggerla tre volte prima di capire cosa vogliono da te. Ma lascio direttamente la parola all'autore e alla suachiara presentazione


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