giovedì 27 maggio 2010

Morire di sete o di veleno?

Non è sufficiente poter bere, se l'acqua è sporca e non potabile ti uccide. Ovvio. Andatelo a dire alle persone che non hanno altro da bere.

Guardatevi questo spot presentato allo Youtube Cannes Lions ad contest e prodotto dalla Independent di Tel Aviv. Qui maggiori informazioni e se volete anche firmare... ;)

giovedì 20 maggio 2010

Tornare a riveder le stelle

Questa osservazione delle stelle trasmette un sapere instabile e contraddittorio, - pensa Palomar, - tutto il contrario di quello che sapevano trarne gli antichi. Sarà perché il suo rapporto col cielo è intermittente e concitato, anziché una serena abitudine? Se lui si obbligasse a contemplare le costellazioni notte per notte e anno per anno, e a seguirne i corsi e i ricorsi lungo i curvi binari della volta oscura, forse alla fine conquisterebbe anche lui la nozione d’un tempo continuo e immutabile, separato dal tempo labile e frammentario degli accadimenti terrestri. Ma basterebbe l’attenzione alle rivoluzioni celesti a marcare in lui questa impronta? O non occorrerebbe soprattutto una rivoluzione interiore, quale egli può supporre solo in teoria, senza riuscirne a immaginare gli effetti sensibili sulle sue emozioni e sui ritmi della mente?
Della conoscenza mitica degli astri egli capta solo qualche stanco barlume; della conoscenza scientifica, gli echi divulgati dai giornali; di ciò che sa diffida; ciò che ignora tiene il suo animo sospeso. Soverchiato, insicuro, s’innervosisce sulle mappe celesti come su orari ferroviari scartabellati in cerca di una coincidenza...
(I.Calvino, Palomar)

E se vi serve una colonna sonora magari potreste cercare tra i video di Symphony of Science, suggestivo sito di scienza e musica trovato grazie alla segnalazione di Stukhtra.



Effettivamente era un po' che non mi concedevo il cielo di notte, bello. E stasera me ne vado pure al planetario.

martedì 4 maggio 2010

Parole parole parole



La ridondanza linguistica soffoca ormai ogni cosa ed è davvero frastornante per non dire stucchevole e spesso fuori luogo. E fin qui tutti d'accordo, poi però chissà com'è ci troviamo costantemente a leggere cose che potevano tranquillamente essere ben spiegate con la metà delle parole e termini più semplici. Voglio dire, almeno ogni tanto parla come mangi che forse si capisce cosa stai cercando di dirmi e il tempo che ti dedico non è proprio buttato ai fagiani, o avvertimi prima! Tipo: quello che sto per dire è una specie di delirio logorroico misto a flusso di coscienza per il quale dovrai prestare molta attenzione e anche in quel caso non è detto che poi capirai qualcosa, ma intanto te lo dico.
In questo senso una luce in fondo al tunnel sono i consigli e gli insegnamenti sempre precisi e puntuali di Luisa Carrada. Tra l'altro proprio nel suo ultimo post parla di come spesso usare tabelle ben fatte possa risultare più efficace e essenziale di uno sproloquio interminabile. Discorso analogo se si tratta di parlare di scienza in modo chiaro. In questo caso l'errore più ricorrente è restare nel tecnicismo incomprensibile, il che va ad avvalorare l'idea che noi scienziati siamo tutti matti ed è impossibile comprendere un fico di quel che facciamo.
Vogliamo poi parlare delle presentazioni powerpoint? Su Nuovo e Utile questa settimana ho trovato spunti interessanti e la conferma che fare presentazioni sensate è possibile, ma che il più delle volte ci troviamo di fronte a cose che non si possono vedere. Perchè l'essenzialità proprio non ci garba?
A sto punto durante la mattinata il tarlo aveva preso il sopravvento e ho continuato a sbirciare tra i vari siti di comunicazione. Una piccola perla, fonte di ispirazione per questo post, l'ho trovata nel sito di Giacomo Mason. Si parla di email: la metà delle volte se non di più non ci dicono nulla di utile o il messaggio è talmente arzigogolato e scritto fitto che devi rileggerla tre volte prima di capire cosa vogliono da te. Ma lascio direttamente la parola all'autore e alla suachiara presentazione