venerdì 29 gennaio 2010

Alla voce Alluminio





E alla fine la giornata ha svoltato. E' vero stavo divagando in cerca di una via di fuga da alcune urgenze sperimentali (chiamiamole cossì). Ma, come diceva credo Dacia Maraini, una giornata non può andare bene se non hai coraggio, risate e scarpe comode. E le risate oggi mi sono arrivate scoprendo la Nonciclopedia. Esilarante. E tutto perchè in un momento di pausa ho voluto approfondire l'utilità e gli usi dei cappelli di alluminio (non si sa mai...), cosa volete ognuno ha i suoi crucci.

giovedì 28 gennaio 2010

Festival di scienza e arti

E' stato inaugurato questo pomeriggio e io sto rosicando un sacco perche'in questi giorni vorrei essere a Verona a seguirmi l'edizione 2010 di Infinitamente:si parla di neuroscienze, coscienza, linguaggio e molto altro.

mercoledì 27 gennaio 2010

Angelus novus




Un ritratto di Paul Klee si intitola Angelus Novus: raffigura un angelo con gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. E' l'angelo della storia: nelle sue ali è impigliata una tempesta che lo spinge inesorabilmente verso il futuro, cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine del passato sale dinnanzi a lui verso il cielo. Ciò che chiamiamo progresso è questa tempesta
Walter Benjamin


Per il Giorno della Memoria riprendo il passo da questo bel Sito. Direi che è superfluo aggiungere altro.

martedì 26 gennaio 2010

Letture




In questi giorni di esperimenti matti e disperatissimi ho poco tempo per aggiornare il blog. Mi si può comunque seguire, in due versioni alquanto diverse, su Ticinoscienza dove parlo di evoluzione e cromosoma Y, oppure sul notiziario mensile dei giovani della Croce Rossa, a proposito della Convenzione sui diritti del bambino (ne avevo già parlato qui). Ne ripropongo di seguito un estratto:

Chiudete gli occhi e pensate alla risata di un bambino. Poi, immaginate i suoi capricci e il suo pianto. Ora provate a pensare a un bambino che tace.
Associare l’infanzia al silenzio ci proietta immediatamente in una zona ceca e fredda, eppure molti bambini ci vivono quotidianamente. Sembra innaturale ma gli abusi, la violenza e le discriminazioni sui minori non fanno rumore. Cio’ che, forse con un po’ di attenzione, si potrebbe sentire e’ in lontananza il fragore di una mina-giocattolo che esplode, gli spari di un mitra nelle mani di un soldato di otto anni o l’eco di qualcosa che si spegne per sempre in una ragazzina costretta a prostituirsi. Della voce di quei bambini però non rimane traccia. [...]

Sempre in tema di diritti, vi segnalo inoltre un interessante articolo sul sito Diritti globali:
Le false credenze: come si alimentano e perché le alimentiamo.
Per difendersi non serve la censura ma piuttosto "una consapevolezza sociale diversa dei danni che possono provocare". Uno studio scientifico sui "rumors" fatto da Sunstein: "Hanno una base razionale, solo lo scetticismo ci può salvare"

lunedì 11 gennaio 2010

Corpo automi robot


Man Ray, Etiquette (Coat stand), 1919-1920

Bella la mostra in corso a Lugano fino al 21 febbraio, il sottotitolo "tra arte scienza e tecnologia" rivela subito l'interessante connubbio tra modernità tecnologiche e arte di ieri e di oggi.

Il Museo d’Arte, nell’ambito delle iniziative promosse dal Polo Culturale della Città di Lugano, organizza, in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano e con la partecipazione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano e del Museo Cantonale d’Arte di Lugano la mostra “Corpo, automi, robot. Tra arte, scienza e tecnologia”, la quale affronta con un approccio interdisciplinare il rapporto tra il corpo umano e la rappresentazione che di esso è stata data da parte delle arti, della scienza e della tecnologia, soprattutto per quanto riguarda la dinamica dell’imitazione del corpo (con gli automi) e della sua sostituzione (con i robots).

domenica 10 gennaio 2010

La scienza sulla pelle




Giuro che stavo lavorando. Ero assolutamente concentrata sulle mie analisi di dati, mi ero presa solo una breve pausa divagatoria quando mi sono imbattuta nel Science Tattoo Emporium e ne sono rismasta ipnotizzata. Dateci un occhio e poi ditemi. Posso capire la passione per i tatuaggi, capisco anche quanto la scienza possa essere coinvolgente, ma Darwin tatuato sul polpaccio proprio non si puo' vedere.

giovedì 7 gennaio 2010

Specchi scomodi e neuroni


Internazionale riportava un paio di giorni fa online una TED conference di V.S. Ramachandran sui neuroni specchio. La discussione era incentrata sul ruolo che queste cellule hanno svolto nell'evoluzione della civiltà umana.
Riflessioni a cascata.
Il funzionamento “a specchio” di questi neuroni fa in modo che essi si attivino non solo quando compiamo un'azione, ma anche quando osserviamo altri compierle. Questo fenomeno consente di riconoscere negli altri azioni appunto, ma anche qualcosa di più: Possiamo, infatti, comprendere le emozioni dell'altro anche se in quel momento noi non le proviamo. Questo è possibile perché alcuni schemi comportamentali vengono decodoficati non solo a livello psicologico ma anche grazie all’attivazione di questa classe di cellule nervose. I neuroni specchio sono cioè coinvolti in quel complesso meccanismo neuropsicologico chiamato empatia. Di fatto ci mettono di fronte a uno specchio spesso scomodo, poiché ci costringono a osservare e riconoscere in altri comportamenti che talvolta appartengono anche a noi. Secondo Ramachandran questo processo ha consentito all’uomo di adottare comportamenti imitativi facilitando la diffusione di strategie di sopravvivenza vincenti.
Eppure il riconoscimento dell’altro come qualcuno di simile a noi non è mai stato facile, e gli involucri culturali sembrano spesso mura invalicabili. La capacità di mettersi nei panni di un’altra persona può consentirci di avere un punto di vista diverso e un ascolto attivo può aiutare a capire meglio l'altro. Insomma c'è ancora tanto lavoro da fare e, poiché sono soprattutto le situazioni spiacevoli a colpirci maggiormente anche quando siamo solo spettatori, forse stare un po' poù sintonizzati anche sulle sofferenze altrui può aiutare.
A questo proposito mi viene in mente la mirror-touch synaeshtesia, condizione piuttosto rara nella quale i soggetti percepiscono sensazioni tattili di fronte a situazioni in cui altre persone vengono toccate. E proprio l’anno scorso la rivista scientifica Pain pubblicava uno studio che descrive una forma di empatia al dolore.
O forse sarebbe sufficiente smettere di fissare lo specchio e guardare negli occhi chi ci sta di fronte.