lunedì 22 giugno 2009

Plaza de Toros




Il week end appena passato l'ho trascorso nel flamenco. Ho ancora la voce del cante in testa, il ritornello di una rumba, i passi che si fanno sempre più svelti, il contatto con il terreno-cassa di percussione in cui risuona un ritmo che ti entra dentro e non ti lascia più. Era la prima volta che partecipavo a un musical e nonostante il mio iniziale scetticismo è stato divertente. Alcuni elementi hanno certamente arricchito l'esperienza, la musica dal vivo e la danza di Caterina Lucia Costa e Simone Schiavetta prima di tutto. La loro energia mi ha ridato carica e motivazione, ha riacceso in me la voglia di tornare il prima possibile a Siviglia.
Pensando ai momenti più intensi dello spettacolo sento ancora viva l'immagine tragica di una vedova, in una scena: accasciata sulla sedia di un'osteria beve e piange mentre la musica è un crescendo di note avvolgenti e il violino riempie lo spazio. Poi lei si alza, il manton prende vita e i piedi raccontano la sua storia. 
E ancora sento lo sfarfallio nello stomaco stando in un punta di piedi dietro le quinte: qualche smorfia per rilassare il viso, l'attacco della musica, silenzio dentro, tocca a me.

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