lunedì 25 maggio 2009

Don't panic

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo.
A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro–verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione.

La Guida Galattica è infallibile. È la realtà, spesso, ad essere inesatta.

L’asciugamano è forse l’oggetto più utile che un autostoppista galattico possa avere. In parte perché è una cosa pratica: ve lo potete avvolgere intorno perché vi tenga caldo quando vi apprestate ad attraversare i freddi satelliti di Jaglan Beta; potete sdraiarvici sopra quando vi trovate sulle spiagge dalla brillante sabbia di marmo di Santraginus V a inalare gli inebrianti vapori del suo mare; ci potete dormire sotto sul mondo deserto di Kakrafoon, con le sue stelle che splendono rossastre; potete usarlo come vela di una mini–zattera allorché vi accingete a seguire il lento corso del pigro fiume Falena; potete bagnarlo per usarlo in un combattimento corpo a corpo; potete avvolgervelo intorno alla testa per allontanare vapori nocivi o per evitare lo sguardo della Vorace Bestia Bugblatta di Traal (un animale abominevolmente stupido, che pensa che se voi non lo vedete nemmeno lui possa vedere voi: è matto da legare, ma molto, molto vorace); infine potete usare il vostro asciugamano per fare segnalazioni in caso di emergenza e, se è ancora abbastanza pulito, per asciugarvi, naturalmente.

(Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti)

Se qualcuno non avesse ancora colto... oggi e' la giornata dell'asciugamano

mercoledì 20 maggio 2009

Ossigeno




Questa mattina grazie a un post della casa Di Renzo Editore ho scoperto un bellissimo video: le tragicomiche vicende di un atomo di ossigeno. Breve, divertente, efficace. Per poterselo gustare il sito è particleart.com

This is Oxygen, produced at the Ringling College of Art + Design as my thesis for the department of Computer Animation.

As a recent graduate, I am hoping this film along with a number of effects I have done for other students will help me get a job doing vfx for film, tv, or games.

lunedì 18 maggio 2009

Su nodi e pettini

A volte mi chiedo se è poi vero che tutti i nodi vengono al pettine. Nella saggezza popolare talvolta c'è un fondo di verità, ma di fronte a certe situazioni penso sia solo l'ennesimo disperato modo di trovare consolazione ai torti subiti.

lunedì 4 maggio 2009

In laboratorio




Momento di stasi, ma solo apparente. Una cosa che Rita Levi Montalcini dice spesso parlando della ricerca è che più di qualunque altra cosa ci vogliono sacrificio e perseveranza. Apparentemente il lampo di genio giunge incontrollato e insperato quando meno uno se lo aspetta, vero, ma si tratta anche dell'effetto cumulativo di tanti giorni in cui invece non è successo assolutamente nulla. Di giorni nei quali non si sapeva che pesci pigliare, giornate storte, prove malriuscite, tentativi che non portavano a nulla, ore in attesa di un risultato decente. Piccole teorie smontate sul nascere. E ogni volta un vago senso di frustrazione e disorientamento davanti a una nuova serie sperimentale che non si sa dove porterà, se porterà a qualcosa. Ma dopo un risultato negativo si aggiusta un po' il tiro, si mette a posto una cosa, se ne corregge un'altra, si capisce che in un altro modo forse funziona meglio, e intanto il puzzle cresce. In effetti, si sottovaluta spesso l'importanza dei risultati negativi. E' un fatto in realtà strano dal momento che il più delle volte sono negativi i risultati di un esperimento, nel senso che il più delle volte non esce un fico secco e bisogna ricominciare tutto daccapo. Se però si lascia sbollire la rabbia del momento ci si accorge che solo in questo modo è possibile fare spazio ad altre idee, escludere le cose che non vanno e pian pianino arrivare capirci qualcosa. L'immagine che mi viene in mente è quella delle Prigioni di Michelangelo. Secondo l'artista la scultura era già presente nel blocco di marmo e il suo compito era solo quello di togliere la materia in eccesso liberando la statua. In ricerca si fa proprio questo: togliere poco a poco le idee che alla prova sperimentale risultano errate, non consistenti, liberarsi dei propri pregiudizi per non farsi influenzare e in questo modo cercare il bandolo della matassa. Un’immagine poetica per dire che dopo innumerevoli tentativi, prova e riprova, qualche imprecazione, un po’ di sospiri, con pazienza si arriva a un risultato, ma non sempre! La cosa più spiazzante in tutto ciò è che non necessariamente si arriva a una spiegazione definitiva in tempi ragionevoli. Ma ogni pubblicazione, ogni lavoro scientifico aggiunge un tassello, amplia la visuale. Ecco perché sono importanti il dibattito e il confronto, ecco perché più della competizione tra gruppi è produttiva la cooperazione e la condivisione di idee e tecniche, affinché tutti possano lavorare per ampliare il raggio di ciò che si sa. Forse sembra un'idea troppo utopica eppure il succo della ricerca di base è questo, alla gente spesso non piace, sembra quasi deludente, appare inutile ciò che non da' un beneficio immediato tipo un elisir di lunga vita, una cura a tutti i mali o cose simili. Peccato.