martedì 22 dicembre 2009

Pausa tra i fiocchi di neve



Scegliete quello che preferite, ma se non vi basta potete immergervi nei colori in questo bel sito.

giovedì 10 dicembre 2009

Su creazione e distruzione


Ciclone visto da un satellite


Si deve creare sistematicamente scompiglio:

ciò mette in moto il processo creativo.

Tutto quanto genera contraddizione

è sinonimo di vita

S.Dali'

giovedì 3 dicembre 2009

Immaginario



Sono sicura che dal 3 all'8 dicembre a Perugia ci sarà cibo per la mente. Una piattaforma luogo di intersezione multidisciplinare tra cinema, letteratura, cultura contemporanea e molto altro stimoleranno la creatività dei presenti seguendo il filo di un tema comune:

Il FESTIVAL DELL’IMMAGINARIO nasce per parlare di temi nuovi come i miti del presente e la mutazione della mente e del sentire causata dalla cultura digitale, dalle nuove tecnologie e dalle nuove pratiche di social networking, etc.

Sfogliando il programma ho subito ricevuto interessanti suggestioni:

Credo nel potere che ha l’immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.
[…]

Credo nella morte del domani, nell’esaurirsi del tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo, nei sorrisi di cameriere di autostrada e negli occhi stanchi dei controllori di volo in aeroporti fuori stagione.
[…]

Credo nella pazzia, nella verità dell’inesplicabile, nel buon senso delle pietre, nella follia dei fiori, nel morbo conservato per la razza umana dagli astronauti di Apollo.
[…]

Credo nell’impossibilità dell’esistenza, nell’umorismo delle montagne, nell’assurdità dell’elettromagnetismo, nella farsa della geometria, nella crudeltà dell’aritmetica, negli intenti omicidi della logica.
[…]

Credo nella gentilezza del bisturi, nella geometria senza limiti dello schermo cinematografico, nell’universo nascosto dei supermarket, nella solitudine del sole, nella loquacità dei pianeti, nella nostra ripetitività, nell’inesistenza dell’universo e nella noia dell’atomo.
[…]

Credo nella non-esistenza del passato, nella morte del futuro e nelle infinite possibilità del presente.
[…]

Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell’immaginazione.
[…]

Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei codici, negli scacchi, nei puzzle, negli orari aerei, nelle segnalazioni d’aeroporto.
Credo a tutti i pretesti.
Credo a tutte le ragioni.
Credo a tutte le allucinazioni. Credo a tutta la rabbia.
Credo a tutte le mitologie, ricordi, bugie, fantasie, evasioni.
Credo nel mistero e nella malinconia di una mano, nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce.

lunedì 9 novembre 2009

Sulla luce e il senso




Se potessi usare le parole non lo dipingerei” Edward Hopper

Se potessi dirlo non lo danzerei” Isadora Duncan


Lo scorso week end una rapida incursione a Milano mi ha regalato incanti imprevisti. La mostra a Palazzo Reale di Edward Hopper è stata una carezza che mi ha riconciliato col mondo e dato tantissime suggestioni e immagini. Mentre godevo delle sue incisioni e dei suoi quadri ero ammirata dall’essenzialità del tratto e da quanto fosse comunicativo. Immagini che sembrano prese dai fotogrammi di un vecchio film in bianco e nero e che in alcuni casi mi hanno fatto pensare allo stile di Quentin Tarantino. Assolutamente moderno. Il taglio cinematografico fu, infatti, una delle caratteristiche che distinse Hopper da subito, ma c’è dell’altro. Quel sottile non detto che rende un’opera d’arte sempre attuale e sa trasmettere un messaggio non verbale comprensibile e valido al di là del tempo che passa. Mentre mi gustavo la mostra, immagine dopo immagine, la mia mente è andata spesso a un altro quadro, Summertime, che non era presente alla mostra seppure questa fosse ben nutrita. 
 Summertime, che fa tra l'altro da copertina al bel libro di Giuseppe Longo: il senso e la narrazione, è un concentrato di tanti significati. Ed è stato interessante recuperare le riflessioni legate a un libro che trovo suggestivo e utile e unirle alle senasazioni della mostra. Mi ha permesso di creare un filo rosso tra il quadro di Hopper, la sua capacità espressiva e il contenuto del saggio di Longo.
Il tutto è naturalmente filtrato dal mio sentire e dal fatto che ultimamente nel mio percorso è attuale la riflessione sul senso, che per me è anche ricerca di consapevolezza. Qualcuno ha detto che per essere davvero felici è importante che ciò che facciamo, nel lavoro o nella vita privata, abbia per noi un senso. Nel quadro di Hopper la ragazza è ferma all’ultimo gradino, sta scendendo le scale, ma in quel istante è come sospesa, non si sa se in attesa di qualcosa o in procinto di andare chissà dove. La trovo una metafora delle tante possibilità che sempre ci troviamo di fronte, ma quale è quella che per noi ha davvero un significato?
Nel suo libro Giuseppe Longo fa riflessioni simili, ma con un respiro molto più ampio legato anche alla creatività, alla scrittura e alla comunicazione non verbale, quella ad esempio del corpo di un attore o, aggiungerei, di un corpo che danza. C'è come un filo rosso sotteraneo che tiene insieme ciò che non diciamo a parole, ciò che comunque comunichiamo e la molteplicità di significati che esso può assumere a seconda anche del contesto e del destinatario della comunicazione.

giovedì 8 ottobre 2009

Incontrimprobabili


Si vede che doveva andare così, l'altra mattina l'esperimento che avevo in programma è saltato, succede. In compenso, tra la lettura di un articolo e qualche divagazione, mi sono imbattutta nel bellissimo sito di Lisa Signorile: l'orologiaio miope. Di miope in realtà ha ben poco perché si tratta di uno spazio divertente e preciso, piacevole e interessante. Uno sguardo inusuale sulla zoologia per conoscere cose assolutamente insospettabili su molti animali...
Sempre a proposito di animali, sta per uscire l'ultimo libro della biologa evoluzionistica Olivia Judson: Consigli sessuali per animali in crisi.Guida alla biologia evoluzionistica della riproduzione.
L'intento è quello di spiegare in modo semplice la complicata storia naturale dei meccanismi riproduttivi del regno animale:

Alhoa, dottoressa Tatiana,
aiuto! Sono un riccio marino scavatore e non riesco a tenere il passo con le mode! Nella mia specie gli spermatozoi cambiano cappotto in continuazione. Sulla scogliera si mormora che sia colpa delle uova, perché lasciano passare solo il seme più trendy. E io non so nemmeno cosa si porta quest’anno! Come faccio a programmare i miei spermatozoi per avere successo?
Fashion victim, Hawaii

sabato 3 ottobre 2009

BergamoScienza



Si apre oggi a Bergamo l'annuale rassegna di divulgazione scientifica promossa dall'Associazione SINAPSI e da diverse istituzioni, pubbliche e private, con lo scopo di avvicinare soprattutto i più giovani alla scienza.
Nell'ambito del Festival, con eventi sparpagliati per la città dal 3 al 18 ottobre, vi saranno conferenze, dibattiti e numerose mostre interattive che vale la pena visitare. Sicuramente andrò a curiosare la mostra: Dante e la scienza: la riscoperta della dimensione scientifica nello sguardo di Dante. E una capatina meriteranno anche gli exibits di Experimenta: MI MUOVO...DUNQUE SONO! qual è il rapporto tra cervello e muscoli?, nel quale i visitatori potranno mettere alla prova cervello e muscoli per individuare i meccanismi che stanno alla base dell’apprendimento motorio.

lunedì 28 settembre 2009

Cos'e' scrivere?

Durante uno dei miei voli divagatori tra i siti che preferisco il Taccuino di traduzione , che per questo ringrazio, mi ha regalato la suggestione di cui avevo bisogno. Condivido quindi l'emozione presa da questo loro post:

"…Ma scrivere sempre, consumare il proprio pensiero, la propria anima in piccolezze, cambiar d’opinione, fare commercio della propria mente e della propria fantasia, forzare la propria natura, agitarsi, ribollire, ardere, non conoscere tregua e muoversi di qui e di là… "
Da: I. Goncarov, Oblomov, pag. 28 (edizione Einaudi)

venerdì 18 settembre 2009

Ubiquita'

Durante questo mese ho cercato di diluire impegni e appuntamenti con l'illusione di ributtarmi nel vortice delle cose da fare in modo leggero e il meno traumatico possibile. Domenica scorsa ho anche approfittato di un sole velato da settembre per fare un'ultima capatina al mare nella speranza di trovarvi qualche rimasuglio di agosto. Direi che ha funzionato e, intanto, nuovi spunti e idee hanno fatto capolino nella mia testa. In questi giorni mi sono dedicata completamente ad alcuni esperimenti piuttosto urgenti che proseguiranno anche la prossima settimana. E, tra un esperimento e l'altro, riprendo a scrivere. 
E ci sono un sacco di appuntamenti interessanti. Se potessi, questo week end andrei a Modena al Festival Filosofia e tra i vari interventi sicuramente seguirei L’immaginazione creatrice. Il carattere inventivo del laboratorio scientifico di Isabelle Stengers. Qui a Trieste, invece, questa sera alle 18.30 presso il Cirolo Fotografico Triestino ci sarà  intervento di Ernesto Bazan sull’editing in fotografia. Ma non si può essere ovunque e questa sera saro' altrove, sulle Rive a ballare flamenco per un’esibizione nell’ambito del Meta Village 2009.
Progetti vecchi e nuovi riprendono forma, l'anno è ricominciato. Fuori intanto piove una pioggia fitta e sottile mentre il cielo è luminoso come se ci fosse il sole. Adoro settembre.

venerdì 10 luglio 2009

Evoluzioni (?)

Lucido e caldo, l'editoriale di Sapere scritto da Carlo Bernardini non delude ed è, anche in questo numero, una lettura utile. Ne riporto alcuni stralci ma potete gustarvelo interamente sul sito

Il senso del ridicolo, può essere universale? Parto da qui perché mi sembra che sia, al momento, la più diffusa delle degenerazioni italiane e che, in essa, si possa constatare la potenza dell’adattamento di una grande maggioranza della popolazione.
Chi ne dubitasse, può con poca spesa comprare in libreria la raccolta completa di Cuore, il settimanale umoristico di Michele Serra & Co. E verificare che il sarcasmo di poco meno di venti anni fa era smagliante e politicamente significativo mentre quello di oggi è da avanspettacolo di infimo ordine. Certo, in quegli anni il sarcasmo lo facevano gli umoristi, oggi lo fanno i responsabili politici, personalmente.

Sto forse facendo “politica” con queste parole? No, non parteggio. Sto solo pensando a quelle vecchie carrette che insistiamo a trascinare: la scuola, la ricerca, la competenza tecnica, la cultura e la sua diffusione, l’intellettualità consapevole, lo studio, la coscienza giovanile. Forse in qualche sperduto paesino di montagna si trovano ancora anacoreti dediti a queste rimembranze; ma di certo sono chattabili, hanno un blog, si trovano in rete da qualche parte: propongo un sito Rigattieri del pensiero .
Ci sono certamente fenomeni mondiali che stanno portando a galla l’egoismo degli esseri umani; ma per quanto visibile esso sia come non mai, gli effetti della spettacolarizzazione dell’orrore dei diseredati sono minimi, addirittura controproducenti. La gente si è adattata alla morte violenta dei bambini, alla mancanza d’acqua degli africani, all’uso di armi ed esplosivi per fare largo nei posti di potere, alla repressione in ogni forma per illecita che sia. C’è chi, come non bastasse, fa spettacoli “horror” perché l’adattamento scivoli verso la coscienza con minori ripugnanze. Se si parla di libertà, si intende la propria, quasi (molto quasi) mai quella degli altri. In Italia, paese sviluppato, c’è chi riceve il sussidio di disoccupazione e chi prende il bonus da supermanager. Se si prova a discuterne, l’argomento più forte è una graduatoria che fa vedere che c’è chi sta peggio. L’equazione denuncia = spettacolo è più accettata del teorema di Pitagora. L’importante è farsi notare. Problemi raffinati della biomedicina diventano di pubblico dominio dopo la loro trasformazione in problemi bioetici, con apporti politici, filosofici e religiosi dominanti. Libertà è una parola spesa a piene mani nel senso di libertà “individuale”, di “non limitazione delle esperienze sociali” che ciascuno può fare. Evadere il fisco è stato degradato al rango del parcheggiare in seconda fila: non c’è una gerarchia dei delitti consolidata nelle coscienze e nelle tradizioni in atto.

Allora mi guardo intorno, cerco uno spunto che mi dia coraggio e mi impegni. Ma, al di là di Medici Senza Frontiere o del più banale volontariato non vedo nulla. Ovvero, vedo un mondo nuovo, il solo che stia evolvendo adattandosi a livelli che noi consideriamo minimi: badanti, lavavetri, transfughi da miserie inenarrabili. E vedo chi li considera “barbari invasori” solo perché se rubano, rubano a modo loro e non a modo di una vasta popolazione di adattati italiani.

A cosa ci stiamo adattando? Mi rendo conto di portare dentro di me un moto di ribellione inespresso: ma che pretendo? Ho una buona pensione, ho una casa, figli bravissimi, nipoti bellissimi: che diavolo voglio, allora? E non sto mescolando il mio privato alla percezione del mondo? Qualcuno sa dire come si vive decentemente su una barca dorata che naviga in un mare pieno di cadaveri e rifiuti? Sto spingendo anch’io il pedale dell’horror? Perché penso che la politica, la comunicazione, l’economia siano parole vuote?

giovedì 9 luglio 2009

Pina Bausch



Non sono proprio riuscita a parlarne subito. La scomparsa di Pina Bausch mi ha lasciata senza fiato. Ho subito pensato a Cafe' Muller , ho pensato a quanto ha significato e continuerà a significare per la danza contemporanea e il teatro-danza che lei, di fatto, rappresenta. Sono rimasta frastornata ripensando a tutte le volte che ho rivisto i suoi video cercando ispirazione, per imparare, per provare o semplicemente per gratificare il mio sguardo e il mio spirito. Mi è anche tornata in mente la bella mostra che avevano fatto a Milano nel 2006 su lei e Isadora Duncan e a come in quell'occasione avessi patito la rarità dell'evento. 
Il suo ultimo spettacolo Bamboo Blues è andato in scena in prima internazionale al festival di Spoleto dal 4 al 6 Luglio. E una cosa che mi ha reso ancora più triste è stato vedere come i media abbiano dato alla notizia così poco spazio, come questa sia scivolata via in sordina in un tempo rapidissimo e desolante. Certo le notizie invecchiano in fretta, ma la cultura forse un po' meno...

lunedì 22 giugno 2009

Plaza de Toros




Il week end appena passato l'ho trascorso nel flamenco. Ho ancora la voce del cante in testa, il ritornello di una rumba, i passi che si fanno sempre più svelti, il contatto con il terreno-cassa di percussione in cui risuona un ritmo che ti entra dentro e non ti lascia più. Era la prima volta che partecipavo a un musical e nonostante il mio iniziale scetticismo è stato divertente. Alcuni elementi hanno certamente arricchito l'esperienza, la musica dal vivo e la danza di Caterina Lucia Costa e Simone Schiavetta prima di tutto. La loro energia mi ha ridato carica e motivazione, ha riacceso in me la voglia di tornare il prima possibile a Siviglia.
Pensando ai momenti più intensi dello spettacolo sento ancora viva l'immagine tragica di una vedova, in una scena: accasciata sulla sedia di un'osteria beve e piange mentre la musica è un crescendo di note avvolgenti e il violino riempie lo spazio. Poi lei si alza, il manton prende vita e i piedi raccontano la sua storia. 
E ancora sento lo sfarfallio nello stomaco stando in un punta di piedi dietro le quinte: qualche smorfia per rilassare il viso, l'attacco della musica, silenzio dentro, tocca a me.

venerdì 5 giugno 2009

Giornata sui diritti del bambino



Domenica prossima saro' a Castiglione dello Stiviere per una giornata di EducAzione alla pace sui diritti del fanciullo per la Croce Rossa.

La Convenzione sui diritti
dell’infanzia
rappresenta lo strumento
internazionale più importante per
la promozione e la tutela dei diritti
dell’infanzia. E’ dotata di valenza obbligatoria e vincolante,
perciò gli stati che vi aderiscono sono obbligati
a uniformare le proprie leggi in modo che
tale Convenzione venga rispettata.
Tuttavia gli abusi e le violenze che i minori subiscono
quotidianamente sono ancora tantissimi: nelle zone di conflitto,
nelle regioni del mondo più povere, nei nostri quartieri
e tra le nostre mura domestiche…

La giornata servirà a conoscere e sensibilizzare
i partecipanti sul tema dei diritti dell’infanzia
toccando alcuni degli argomenti più vicini all’AZIONE

lunedì 25 maggio 2009

Don't panic

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo.
A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro–verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione.

La Guida Galattica è infallibile. È la realtà, spesso, ad essere inesatta.

L’asciugamano è forse l’oggetto più utile che un autostoppista galattico possa avere. In parte perché è una cosa pratica: ve lo potete avvolgere intorno perché vi tenga caldo quando vi apprestate ad attraversare i freddi satelliti di Jaglan Beta; potete sdraiarvici sopra quando vi trovate sulle spiagge dalla brillante sabbia di marmo di Santraginus V a inalare gli inebrianti vapori del suo mare; ci potete dormire sotto sul mondo deserto di Kakrafoon, con le sue stelle che splendono rossastre; potete usarlo come vela di una mini–zattera allorché vi accingete a seguire il lento corso del pigro fiume Falena; potete bagnarlo per usarlo in un combattimento corpo a corpo; potete avvolgervelo intorno alla testa per allontanare vapori nocivi o per evitare lo sguardo della Vorace Bestia Bugblatta di Traal (un animale abominevolmente stupido, che pensa che se voi non lo vedete nemmeno lui possa vedere voi: è matto da legare, ma molto, molto vorace); infine potete usare il vostro asciugamano per fare segnalazioni in caso di emergenza e, se è ancora abbastanza pulito, per asciugarvi, naturalmente.

(Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti)

Se qualcuno non avesse ancora colto... oggi e' la giornata dell'asciugamano

mercoledì 20 maggio 2009

Ossigeno




Questa mattina grazie a un post della casa Di Renzo Editore ho scoperto un bellissimo video: le tragicomiche vicende di un atomo di ossigeno. Breve, divertente, efficace. Per poterselo gustare il sito è particleart.com

This is Oxygen, produced at the Ringling College of Art + Design as my thesis for the department of Computer Animation.

As a recent graduate, I am hoping this film along with a number of effects I have done for other students will help me get a job doing vfx for film, tv, or games.

lunedì 18 maggio 2009

Su nodi e pettini

A volte mi chiedo se è poi vero che tutti i nodi vengono al pettine. Nella saggezza popolare talvolta c'è un fondo di verità, ma di fronte a certe situazioni penso sia solo l'ennesimo disperato modo di trovare consolazione ai torti subiti.

lunedì 4 maggio 2009

In laboratorio




Momento di stasi, ma solo apparente. Una cosa che Rita Levi Montalcini dice spesso parlando della ricerca è che più di qualunque altra cosa ci vogliono sacrificio e perseveranza. Apparentemente il lampo di genio giunge incontrollato e insperato quando meno uno se lo aspetta, vero, ma si tratta anche dell'effetto cumulativo di tanti giorni in cui invece non è successo assolutamente nulla. Di giorni nei quali non si sapeva che pesci pigliare, giornate storte, prove malriuscite, tentativi che non portavano a nulla, ore in attesa di un risultato decente. Piccole teorie smontate sul nascere. E ogni volta un vago senso di frustrazione e disorientamento davanti a una nuova serie sperimentale che non si sa dove porterà, se porterà a qualcosa. Ma dopo un risultato negativo si aggiusta un po' il tiro, si mette a posto una cosa, se ne corregge un'altra, si capisce che in un altro modo forse funziona meglio, e intanto il puzzle cresce. In effetti, si sottovaluta spesso l'importanza dei risultati negativi. E' un fatto in realtà strano dal momento che il più delle volte sono negativi i risultati di un esperimento, nel senso che il più delle volte non esce un fico secco e bisogna ricominciare tutto daccapo. Se però si lascia sbollire la rabbia del momento ci si accorge che solo in questo modo è possibile fare spazio ad altre idee, escludere le cose che non vanno e pian pianino arrivare capirci qualcosa. L'immagine che mi viene in mente è quella delle Prigioni di Michelangelo. Secondo l'artista la scultura era già presente nel blocco di marmo e il suo compito era solo quello di togliere la materia in eccesso liberando la statua. In ricerca si fa proprio questo: togliere poco a poco le idee che alla prova sperimentale risultano errate, non consistenti, liberarsi dei propri pregiudizi per non farsi influenzare e in questo modo cercare il bandolo della matassa. Un’immagine poetica per dire che dopo innumerevoli tentativi, prova e riprova, qualche imprecazione, un po’ di sospiri, con pazienza si arriva a un risultato, ma non sempre! La cosa più spiazzante in tutto ciò è che non necessariamente si arriva a una spiegazione definitiva in tempi ragionevoli. Ma ogni pubblicazione, ogni lavoro scientifico aggiunge un tassello, amplia la visuale. Ecco perché sono importanti il dibattito e il confronto, ecco perché più della competizione tra gruppi è produttiva la cooperazione e la condivisione di idee e tecniche, affinché tutti possano lavorare per ampliare il raggio di ciò che si sa. Forse sembra un'idea troppo utopica eppure il succo della ricerca di base è questo, alla gente spesso non piace, sembra quasi deludente, appare inutile ciò che non da' un beneficio immediato tipo un elisir di lunga vita, una cura a tutti i mali o cose simili. Peccato.

giovedì 16 aprile 2009

I pensieri di un ricercatore



La mia giornata oggi è iniziata con un pacchetto da scartare. La Di Renzo Editore, puntualissima, mi ha mandato la copia in anteprima del libro di Roald Hoffmann Come pensa un chimico? In quanto fan de La mucca di Schrodinger (vedi qualche post fa), iscritta a Facebook, ne seguo regolarmente le proposte editoriali. In questo caso il titolo era particolarmente attraente così ho scritto e mi sono candidata per ricevere il libro del Premio Nobel.
Vivendo la ricerca dall'interno, anche se in un ambito diverso, mi incuriosisce sapere come altri scienziati parlino di questo mondo, e la curiosità cresce se l'intento è divulgativo. I "non addetti ai lavori' pensano spesso al ricercatore come a una persona eccentrica che maneggia provette e alambicchi e non si sa bene cosa faccia. In parte è così davvero, ma che gli scienziati per primi si occupino e preoccupino di dare alle persone un'idea meno stereotipata della scienza è importante. Anche questo significa produrre cultura.

giovedì 9 aprile 2009

Quando tutto trema

Questi giorni ho preferito il silenzio. Qualunque parola di conforto alle vittime di una tragedia diventa in questi casi scontata, un po' banale. E' banale anche dire che è banale certo, ma ero stanca di discorsi e riflessioni triti, già sentiti. Intanto polemiche, le dita puntate contro chiunque, spesso a ragione questo senza dubbio, ma la sostanza purtroppo non cambia. Resta solo la sofferenza, quella vera che chi non è vittima non può capire fino in fondo. E poi si finisce col parlare e a discutere su chi abbia la colpa, tutti denunciano il fatto che gli edifici più moderni non sono poi così sicuri, che le direttive per la costruzione di edifici antisismici non vengono rispettate a pieno e talvolta neppure prese in considerazione. Tutto, come al solito, quando ormai si è in emergenza e non si riesce a fare in modo che non accada di nuovo. Non è il primo terremoto che ci coglie impreparati, eppure gli sguardi stupefatti, perplessi, tragedie che in parte potevano essere se non evitate almeno contenute, limitate. Come al solito si piange sul latte versato ed è questa un'altra cosa che fa male. Ora quanto durerà questo accapigliarsi, porterà a qualcosa? I fatti mostrano che anche le scorse volte non è servito a molto, e infatti la tragedia si è ripetuta. Cosa deve accadere ancora?
Le calamità naturali provocano una maggiore frustrazione perché non possono essere controllate, non si sa davvero con chi prendersela. Ma fino a un certo punto. In protezione civile in questi casi si parla di previsione e prevenzione proprio per questo e, cavolo, il nostro è un territorio ad alto rischio sismico è inutile ogni volta far finta di cascar dal pero. Certo che se poi "qualcuno" afferma che "è stata la volontà del signore" il cerchio si chiude...e allora proprio non riesco a contenere il disgusto.

martedì 24 marzo 2009

Immagini da lontano



Da non perdere, dal 23 al 29 marzo a Milano, un festival molto stimolante ci riserva appuntamenti di respiro internazionale. Non è solo cinema, e non si tratta dei soliti pretesti per richiamare qualcosa di esotico. Oltre alla rassegna cinematografica, una serie di mostre fotografiche, laboratori e incontri (qui il programma) faranno calare i visitatori nel fermento culturale di luoghi lontani(?), nuove suggestioni per entrare in Africa, Asia e America Latina. Nel Festival Center ci sarà inoltre uno spazio dove fermarsi dalle 17.00 a sorseggiare diversi tipi di the, mentre dalle 18.30 l'etno-bar diventa il luogo dell'aperitivo e dell'incontro con artisti. Sono curiosissima.

venerdì 20 marzo 2009

In chi vi siete imbattuti?



Sono una nomade c'è poco da fare, ce l'ho dentro, nel midollo, in qualche angolo consunto del mio essere ci deve essere una scritta sbiadita e poco leggibile che lo dice. Da anni non dormo più di sette giorni di fila nello stesso posto, ho cambiato un sacco di case, città, da qualche hanno anche Paese, e per quanto sia una specialista del bagaglio alla fine ho sempre un sacco di cose. Dovrei (vorrei) viaggiare con bauli, carrozze e caravan come le antiche compagnie teatrali sempre in movimento da un posto all'altro, loro però si arrangiavano facendo turneé e spettacoli, io mi arrangio e basta, che è pure quella un'arte.
Ad ogni modo, faccio la ricercatrice ("neuroscienziata" pare dovrei chiamarmi), amo e pratico il teatrodanza da una decina d'anni e studio flamenco, dovrei anzi specificare che scienza e danza sono andate sempre di paripasso. Scribacchio qua e là - non ne posso fare a meno - e ho alle spalle anni di volontariato nella Croce Rossa Italiana soprattutto come facilitatrice e istruttore di diritto internazionale umanitario. Sono svampita, golosa, pigra, presente i vizi capitali?

E poi adoro le liste, il susseguirsi di rimandi e associazioni senza filtri, "parole in libertà" che colano direttamente dalla testa nella penna - o cadono sui tasti - e dopo ci si sente più leggeri. Insomma, un pretesto per dirvi qualcosa in più di me ...

... e una valigia sempre da fare, Volver, Hitchcock, le mollette di legno per appendere i panni, i post-it sparsi ovunque, sweet dreems cantata da Marilyn Manson, le foto di quando ero piccola, il mio trullo diroccato in campagna, le patatine fritte, Kill Bill, Almodovar, Siviglia, Shining, la cioccolata di Cesare, il cielo di Trieste, flamenco, le prove prima di uno spettacolo, il bianco e nero, 2046, Le cosmicomiche, Il profumo, die fleischkäse, le neuroscienze, Lo zibaldone, Chi ha incastrato Roger Rabbit? sguardi d'intesa, maionese al curry, il mare della Grecia, fogli e libri sparsi sul pavimento, appoggiare l'orecchio sul petto di mia madre e ascoltarne il battito, l'odore del porto vecchio di Taranto, Prima che sia notte, GoTan Project, le bolle di sapone, Le fate ignoranti, Novecento, il bicchiere che cade senza rompersi, Parigi, lavagna e gesso, il cioccolato amaro, il nero, il teatro-danza, Borges, il laboratorio quando si rimane soli la sera, white-russian, il mio Rocky, il Carso quando soffia la bora, Anais Nin, camminare a piedi nudi, il Lago Maggiore in primavera, 4:48 Psychosis, l'odore della pioggia, Franco Battiato, l'odore di Cacio e le sue smorfie, Fosca, Memorie di una ragazza perbene, Il nome della rosa, L'Inferno di Dante, l'ultima sigaretta, il primo esperimento, Eva contro Eva, Pina Bausch, il cielo quando divenne giallo all'alba, le fossette di mia sorella, il sorriso di mia nipote, l'incenso, Il postino, il panino dell'Unto, La leggenda del pianista sull'oceano, La casa dell'incesto, Magritte, Ritratto di Dora Maar con le unghie verdi, Afrodita, Woody Allen, gli appunti durante un esperimento, Ossi di seppia, le nuvole...

mercoledì 18 marzo 2009

Per scacciare la paura



Questa mattina è in corso a Roma, con inizio alle 10.30 al Teatro Ambra Jovinelli, la presentazione alla stampa della campagna Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti. E' una campagna nazionale contro il razzismo e la paura dell'altro, il diverso, promossa da 26 organizzazioni tra cui l'Alto Commisariato Onu per i Rifugiati (UNHCR). La campagna si propone di sensibilazzare la popolazione, gli enti pubblici e i mass media al rispetto dell'altro contro l'indifferenza e la chiusura a ciò che si discosta dai nostri schemi abituali.
Agli enti pubblici che aderiranno all'iniziativa verrà proposto di sottoscrivere una carta di intenti affinchè mettano in pratica con AZIONI e una condotta differente questi propositi impegnandosi a “spezzare il corto circuito creato da paura, razzismo e xenofobia, evitando di creare allarmi ingiustificati e di far ricorso a pericolose generalizzazioni…”. Verrà inoltre chiesto ai mass media e a tutti coloro che lavorano nell'ambito della comunicazione di attenersi alla Carta di Roma. Si tratta di un codice deontologico approvato lo scorso autunno su proposta di Laura Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, al quale devono attenersi i giornalisti nel momento in cui vanno a trattare temi legati all'immigrazione, e in tutti i casi in cui si parli di rifugiati, richiedenti asilo e immigrati. L'obiettivo è quello di evitare manipolazioni mediatiche delle informazioni e la diffusione di informazioni fuorvianti o parziali che possano indurre alla xenofobia e all'intolleranza.

lunedì 16 marzo 2009

Settimana del cervello



Oggi si è aperta ufficialmente la settimana del cervello, un'occasione di incontro e confronto sulle neuroscienze. Nella moltitudine di eventi organizzati per l'occasione particolarmente gustosi i programmi di Torino dove si percorreranno le vie di arte, letteratura e neuroscienze e di Trieste dove alcuni degli appuntamenti potranno essere seguiti sorseggiando un caffè nella cornice dello storico Caffè S. Marco.

venerdì 13 marzo 2009

Suggestioni

Per la festa della donna ho ricevuto tra i vari auguri una mail con questa poesia. A volte le parole di cui più abbiamo bisogno ci arrivano in modo del tutto inaspettato e si nascono dove non guardiamo mai.

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni
però ciò che è importante è non cambiare,
la tua forza, la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
fai in modo che invece che compassione ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

(Madre Teresa di Calcutta)

venerdì 20 febbraio 2009

In cosa vi siete imbattuti?

Siete nel luogo in cui le mie divagazioni reali e mentali si incrociano. Cercando un punto di intersezione tra le cose che amo ho deciso di radunare qui le mie vite parallele. L'idea è di disporre di una dimensione fluida che lasci spazio alla creatività, in bilico tra le mie passioni, tra arte, scienza e tutto ciò che cattura il mio interesse, mi coinvolge e ogni tanto tormenta e esaspera. Ma soprattutto per fissare le estemporanee divagazioni quando prendono il sopravvento su tutto il resto. Non è un percorso lineare, ma spunti, suggestioni e idee sparse, è il mio zibaldone digitale. Spesso alcune cose hanno per noi un significato ignoto e incomprensibile a tutti gli altri: da questo deriva la nostra solitudine e la nostra forza. 

giovedì 19 febbraio 2009

Un signore d'altri tempi

Lo speciale su Darwin del sito Zanichelli Scienze riporta numerosi spunti e approfondimenti, ma ciò che ho trovato illuminante è stata una lettera che lo scienziato scrisse nel 1879 al biologo Rikard Wolfgang Semon. Ne riporto alcuni passaggi

Mio caro Signore,
Alcuni anni fa ho letto un suo saggio nel quale smentiva la mia opinione sulla formazione dei coralli. Credo, all'epoca, di averne fatto un riassunto, ma l'ho smarrito;[...] Siccome ora sto preparando una nuova edizione del mio libro sulle barriere coralline, sono tenuto, per correttezza, a far presente al lettore che Lei non condivide le mie opinioni. Potrebbe essere così gentile da farmi avere il titolo e la data del Suo saggio, scritti con la massima chiarezza, in modo che io non faccia errori?

Ora io mi chiedo, era solo il galateo in voga in quel periodo, era il carattere particolarmente onesto di Darwin o nel frattempo è successo qualcosa? Articolo meglio la domanda: perchè mi sembra talvolta difficile trovare scienziati che tengano davvero conto delle opinioni dei colleghi quando diverse dalle proprie? Perchè spesso le diatribe scientifiche restano arenate in una gara a chi arriva primo e hanno la meglio le omissioni sull'altrui lavoro? Fortunatamente non tutti sono così, ma noto ogni tanto ricercatori e gruppi di ricerca che pur lavorando bene restano in un loro brodino autoreferenziale che trovo sconcertante. La buona abitudine di tenersi aggiornati e guardare al lavoro degli altri non solo per competizione ma per conoscere ciò che accade fuori dal proprio laboratorio va forse un po' perdendosi. Smettere di citare quasi solo i propri lavori sarebbe un bel proposito. Ho stampato la lettera e cercherò di tenerla a vista, un monito e un esempio che spero mi aiuterà nel mio tentativo di fare ricerca.

lunedì 16 febbraio 2009

La mucca di Schrödinger


Questa mattina vagando su internet mi sono imbattuta nei nuovi blog scientifici della Zanichelli e in un'iniziativa assolutamente interessante legata all'editoria scientifica. La Mucca di Schrödinger nasce da un progetto di Sirioni Editore che sfruttando la rete di Facebook ha creato un gruppo in cui i lettori hanno la possibilità di accedere in anteprima alle novità editoriali esprimendo i propri commenti. L'iniziativa è decisamente originale e promettente, l'ultimo libro proposto è Copenaghen, la scienza a teatro...

Sinestesie

Lo scorso week end è stato impreziosito da piccole gioie che non baratterei e cambierei con nulla al mondo. L'odore della persona amata accanto, piccole e inaspettate sorprese, il sapore di un buon vino rosso portato da lontano e le note del concerto di Battiato
Ciò che a volte chiamiamo banale è quello che poi ogni giorno ci salva.

giovedì 22 gennaio 2009

Frammenti di nuvole



Il cielo inizia a essere più alto. Come se qualcuno avesse soffiato su un vecchio mobile impolverato rivelando il suo colore originale. Così mi appaiono le nuvole questo pomeriggio, granelli di polvere sparpagliati. Le giornate hanno un respiro diverso, la luce del giorno si attarda un po' più a lungo prima di ritirarsi per il riposo notturno. Il bello del mese di gennaio è anche questo, il suo respiro ancora gelido nasconde un sapore indefinito, suggerisce da lontano, come una parola ferma sulla punta della lingua, l'odore della primavera.

mercoledì 21 gennaio 2009

Tra arte e scienza


Escher®

"Infinita...mente"
30 gennaio- 1 febbraio 2009

Arte e scienza si incontrano la prossima settimana a Verona. La manifestazione, organizzata dall'Università di Verona con la collaborazione dell'Assessorato alla Cultura del Comune, avrà come tema l'intelligenza artificiale e le neuroscienze. Ma c'è di più, il festival oltre a conferenze e dibattiti con scienziati, ospiterà la mostra "la magia di M.C. Escher", concerti di musica classica e una rassegna cinematografica dedicata alla fantascienza.
Interessanti intersezioni da non perdere.

venerdì 16 gennaio 2009

Fogli sparsi

Non ho ancora pensato ai buoni propositi per quest'anno, ma ho compiuto alcuni fondamentali rituali. In cima alla lista la catarsi della nuova agenda, rigorosamente Moleskine  copertina morbida (qui), la rilettura di quella precedente e la sensazione di un nuovo inizio. Sfogliando quelle pagine ormai soffocate dall'inchiostro a dai pensieri riesco a recuperare il filo di innumerovoli spostamenti: Idee alla rinfusa, progetti, impressioni, appunti concitati. Restano invece da riordinare le frasi sparse tra fogli e quaderni di ogni tipo. Perché sì, ho un attaccamento quasi morboso alla carta, un bisogno viscerale del contatto fisico con il foglio che mi porta ad avere una quantità impressionante di pagine e scartoffie confuse che occupano tutto lo spazio a disposizione ovunque si posino.
La nuova agenda è ancora una sconosciuta e sfogliandola mi sento un po' spaesata. Alcuni fogli sparsi sono scivolati dal 2008 al 2009 come a non voler abbandonare completamente il prima, una specie di guida per il poi. È uno smarrimento positivo, aiuta a produrre idee nuove.